Il Tallero a Zamberletti, eroe della città

All’ex commissario il simbolo che neanche Napolitano ricevette. Lui commosso: il volontariato ci risollevò dall’emergenza

GEMONA. La Protezione civile, cardine della solidarietà nazionale. I festeggiamenti per il 30° anniversario della squadra dei volontari per l’anti-incendio boschivo, svoltisi oggi nella sede della Protezione Civile Comunale, sono stati l’occasione per ricordare un pezzo di storia del corpo impegnato nella calamità e nelle emergenze che è nato proprio in Friuli con il terremoto del 1976.

L’ospite d’onore è stato l’onorevole ed ex commissario per la ricostruzione Giuseppe Zamberletti, che non ha voluto mancare all’invito arrivato dall’amministrazione comunale: ad accoglierlo, oltre al sindaco Paolo Urbani e numerosi cittadini, anche l’assessore regionale Paolo Panontin, il direttore della Protezione civile regionale Guglielmo Berlasso e i sindaci del territorio.

Proprio a Zamberletti, già cittadino onorario di Gemona, il sindaco Urbani ha donato il tallero, «un dono - ha detto il primo cittadino - che neanche il Capo dello Stato ha ricevuto quando è venuto a farci visita, ma che le consegniamo perché la nostra comunità vede in lei un vero “uomo di Stato”». E se l’assessore Panontin ha ricordato il «ruolo evocativo che ha Gemona nella storia della Protezione Civile, anche per la lungimiranza con la quale si seppe affrontare con determinazione l’emergenza», l’onorevole Zamberletti si è lasciato andare ai suoi ricordi, ancora vivi nonostante l’età avanzata, di quel periodo.

Lo ha fatto guardando gli allora sindaco Ivano Benvenuti e assessore regionale Salvatore Varisco, entrambi presenti oggi: «Ci chiedevamo - ha detto Zamberletti - se potevamo affidarci a questi giovani amministratori, perché nei casi di emergenza spesso vi è il rischio che arrivi Roma, faccia tutto lei, e lasci ai primi cittadini il mero compito di fare i sindacalisti delle loro comunità. Il modo in cui è cresciuta la Protezione Civile da allora è la concretizzazione di un sogno che avevamo fatto quella volta: ora, il prossimo, è che tutte le forze che intervengono in caso di emergenza portino il distintivo della Protezione Civile».

Zamberletti ha ricordato come la presenza consistente di settori dell’Armata Nazionale in Friuli furono fondamentali per affrontare quel difficile momento, ma non ha dimenticato il ruolo determinante del volontariato in quelle emergenze:

«È la necessità di esserci - ha detto - anche nelle comunità più piccole e isolate: se penso a quando allora dovevamo intervenire anche a Coja e Sammardenchia di Tarcento, luoghi non facili da raggiungere, e quanto importanti siano i volontari presenti sul territorio. La Protezione Civile è nata qui, e ha preso corpo in una tenda piazzata alla caserma Goi-Pantanali dove allora incontravi persone che stavano facendo uno sforzo incredibile per affrontare al meglio la situazione». Nell’occasione di ieri è stato firmato anche il Protocollo tra Comune e Ana-Gemona per la gestione delle situazione di emergenza.

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