Donà: la musica è filosofia

Il jazzista e filosofo ospite sabato del festival promosso a Udine dai Territori delle Idee di Luca Taddio

Ancora filosofia, nelle sue declinazioni piú attuali, sabato 18 al Festival Mimesis organizzato a Udine da Territori delle idee della casa editrice Mimesis e da Neo associazione culturale. Si comincerà alle 10 al Teatro Palamostre, dove il professor Giorgio Pasqualotto, docente di estetica all’Università di Padova, introdotto da Beatrice Bonato, risponderà alla domanda “Che cos’è la filosofia?”. Prima tra le forme di sapere antico, madre indiscussa di matematica, geometria, medicina ed estetica, la filosofia è oggi chiamata in causa anche nei discorsi di tutti i giorni. Alla sua origine c’è la domanda sulla meraviglia del mondo. Nell’incontro udinese si cercherà di analizzare l’attualità di questa domanda e le possibili risposte che la filosofia oggi può offrire.

Alle 15.30 sempre di sabato, alla Libreria Moderna, Marcello Ghilardi, ricercatore presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova parlerà, introdotto da Giovanna Maffoni, di Shitao "Sulla Pittura".

Una full immersion nella profonda diversità dell’Oriente, nella bellezza della sua arte, guidata da un esperto di arte orientale e di cultura giapponese. Alle 18 in sala Ajace, presentato da Luca Taddio, Massimo Donà parlerà de “La Filosofia di Miles Davis”. Ordinario di Filosofia Teoretica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Massimo Donà si occupato molto anche di musica, cui ha dedicato diversi volumi. Musica intesa come rappresentazione di uno dei possibili stati delle cose della vita e del mondo, vale a dire quella del movimento. In questo senso verrà presentato il jazz, che, sostiene Donà, “è respiro e ritmo, è spirito.Il jazz non si spiega, si suona, come l’ironia tragica dell’esistenza che si svolge senza programmi da pentagramma.”

Ecco di seguito il pensiero di Massimo Donà sul rapporto tra filosofia e jazz.

«Potremmo dire che si tratta di ambiti solo apparentemente ‘lontani’. D’altro canto, se è vero che la filosofia nasce come musica (si pensi solo alla dottrina pitagorica e all’influenza che essa ebbe sul sistema platonico), è anche vero che ogni argomentazione logica, o meglio ogni ragionamento, funzionano sempre e solamente in relazione alla “risonanza” effettivamente prodotta dal loro immediato significare. Mi spiego: cos’altro è la potenza argomentativa, se non la potenza ascrivibile a connessioni logiche e concettuali che risuonano l’una nell’altra secondo proporzioni e simmetrie perfette, e quindi capaci di incastrarsi secondo mirabili corrispondenze, come se ognuna scaturisse senza soluzione di continuità dalle altre? Insomma, qualsivoglia ragionamento sarà tanto più convincente, quanto più i legami da esso istituiti risulteranno necessari e non sostituibili. Per questo, forse, la filosofia anela, da sempre, a farsi mousiké. Per questo, forse, il demone che invitava Socrate a praticare la ‘musica’, lo invitava invero a fare filosofia, e a risolvere la filosofia in ciò cui essa forse mira da sempre: cioè, a farsi “pura musica”. Liberando il logos medesimo dalla pesantezza del concetto. A farlo vibrare cioè di quel “suono” che, da ultimo, non potrà, neppure esso, sopportare la fissità della scrittura. O anche… la sua inamovibilità; vale a dire, la mortifera articolazione cui lo costringe lo “spazio” della partitura. Ché, per natura, il suono non può ‘stare’. Nessun confine potendo mai costringerlo ad essere quello che è. D’altro canto, proprio nel Ventesimo secolo, e soprattutto grazie alla pratica jazzistica, lo stesso suono avrebbe riguadagnato la propria natura originaria; consegnandosi ad una condizione temporale e costitutivamente in-consistente di cui si sarebbe fatta testimone, in primis, la pratica improvvisativa. Una pratica, cioè, finalmente conforme allo spirito originario della musica e della filosofia che in essa avrebbe voluto-e-dovuto in ogni caso risolversi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Animali altruisti: la storia di Koko, la gorilla che adottò il gattino

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi