A Fusine un test contro le allergie: la salute di 50 bimbi è migliorata

Che l’aria di montagna e delle cave minerarie facesse bene a chi ha problemi respiratori lo si intuiva, ora a confermarlo arrivano anche i risultati

Che l’aria di montagna e delle cave minerarie facesse bene a chi ha problemi respiratori lo si intuiva, ora a confermarlo arrivano anche i risultati. I cinquanta bambini, la maggior parte udinesi, che hanno partecipato al soggiorno a Fusine promosso lo scorso agosto dall’associazione Alpi (allergie e pneumopatie infantili) di Udine, hanno ottenuto un miglioramento del proprio quadro clinico: niente più attacchi d’asma a riposo e soltanto due bimbi hanno avuto asma da sforzo durante l’attività fisica. Inoltre, la metà dei partecipanti ha visto migliorare la spirometria, cioè l’esame della funzione respiratoria.

La permanenza quotidiana dei bimbi e dei ragazzi all’interno delle ex miniere di Raibl, a Cave del Predil, è stata molto importante per la loro salute. «Il benessere – spiega Mario Canciani, responsabile del Servizio di allergo-pneumologia del Santa Maria della Misericordia e coordinatore scientifico del progetto – è documentato non solo dalla spirometria, ma soprattutto dall’analisi di esami complessi, come la valutazione delle cellule e dei gas presenti nei bronchi. Sono risultati che si modificano velocemente, sia in positivo che in negativo, e misurano il benessere delle cellule dei bronchi, quelle che danno origine all’asma».

E, a distanza di due mesi dal soggiorno montano, i benefici nei giovani partecipanti permangono ancora.

«Il polmone dei bambini asmatici si presenta rigido. In montagna – continua Canciani, vicepresidente dell’Alpi – la sua elasticità viene recuperata, sia perché l’aria è meno densa, sia perché si fa più attività fisica. L’aria fa meno fatica a passare nei bronchi. Questo vantaggio fa sì che ci sia un maggiore ritorno elastico del polmone per cui l’aria resta meno intrappolata nei piccoli bronchi e negli alveoli».

Sono stati analizzati anche i risultati sull’ossido nitrico esalato, che appare migliorato in 17 ragazzini, rimasto invariato in 15 e peggiorato in 10 pazienti. «In quest’ultimo caso, però, l’ipotesi più probabile – suggerisce il pediatra – è che i piccoli abbiano fatto più attività fisica e che si siano passati qualche virus, come accade nei gruppi di persone che stanno a stretto contatto tra loro».

La temperatura del respiro è invece nettamente migliorata in 15 partecipanti, peggiorata in 2 e rimasta invariata in 25. «Respirare l’aria pulita presente in montagna e fare attività fisica – conclude Canciani – sono un toccasana per la salute, così come la cura dell’alimentazione, privilegiando frutta, verdura e pesce».

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