Scuola bilingue, lavori al via per quasi 2 milioni

A San Pietro al Natisone si è sbloccato il piano per l’edificio dichiarato inagibile Il sindaco Zufferli: «Accorperemo in un’unica sede i tre livelli dell’istruzione»

SAN PIETRO AL NATISONE. A quattro anni e mezzo di distanza dallo sgombero del plesso della scuola bilingue di San Pietro al Natisone partono, finalmente, i sospiratissimi lavori di consolidamento strutturale dell’edificio, ubicato in viale Azzida e dichiarato inagibile dall’amministrazione civica per seri problemi di staticità.

I cantieri verranno impiantati entro la prima decade di novembre: un evento e una svolta al tempo stesso, considerate la tortuosità dell’iter amministrativo-burocratico - da un lato - e, dall’altro, le forti pressioni delle famiglie degli allievi per un cambio in corsa degli obiettivi. Mesi addietro, infatti, l’istituto aveva caldeggiato l’abbandono del piano originario (quello mirato al recupero del vecchio immobile) e proposto un “dirottamento” verso la realtà del college, destinata a divenire di competenza municipale.

Al Comune una simile eventualità non sarebbe dispiaciuta, ma il percorso si è rivelato impraticabile: dopo numerosi confronti nelle sedi deputate, si è appurato che i fondi ministeriali stanziati per il risanamento del fabbricato dismesso non erano convertibili ad altri interventi, nella fattispecie alle opere di adeguamento necessarie per concretizzare il disegno di un trasferimento delle classi, in pianta stabile, nel citato college.

Il cospicuo contributo in cassa, insomma (quasi 2 milioni di euro), avrebbe dovuto essere restituito e si sarebbe dovuta aprire una nuova, specifica pratica. La tempistica si sarebbe inevitabilmente e drasticamente dilatata - fosse andata bene, l’operazione avrebbe richiesto non meno di un quinquennio -, nella totale incertezza del risultato.

Assurdo rischiare, si è quindi detta la giunta del sindaco Mariano Zufferli, reimmettendosi sulla linea d’indirizzo precedente, ma accostando al programma iniziale (ed eccoci così alla svolta di cui sopra) un proposito di ampliamento del complesso: la richiesta dei genitori degli studenti derivava, infatti, dal cospicuo incremento del numero degli iscritti alla Bilingue - il totale delle classi è salito, dalla data della chiusura della struttura di viale Azzida - e dal conseguente sottodimensionamento del blocco in disarmo.

Ottenuto l’atteso svincolo del denaro, finora congelato dal Patto di stabilità, si è potuto definire il calendario delle attività: «Sono previsti 400 giorni di lavoro - rende noto il primo cittadino -. E’ nostra intenzione accorpare in un’unica sede tutti e tre i livelli dell’istruzione bilingue, dalla scuola dell’infanzia alle secondarie di primo grado. Per farlo servirà, appunto, un allargamento della costruzione attuale, che non potrebbe contenere l’intera popolazione scolastica: ci siamo così orientati verso la realizzazione di una nuova palazzina (per una superficie di 500 metri quadri), destinata ad accogliere otto aule. Sarà autonoma, ma collegata allo stabile esistente. Le risorse di cui disponiamo non basteranno, ma confidiamo di trovare un aiuto in fretta tramite il piano scuola varato dal Governo Renzi. Pure i ribassi, poi, potrebbero agevolarci...». Intanto, cantieri al via: presenzieranno all’inizio delle opere, annuncia il sindaco, «varie autorità, locali e non».

Lucia Aviani

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