Stop ai vigili in bicicletta: devono fare i corsi di guida - Foto

Gli agenti dovranno superare un test pratico e ripassare il codice della strada. Lo prevede il decreto Sicurezza sul lavoro. I quattro mezzi fermi da 15 giorni

UDINE. Le biciclette dei vigili per adesso restano in garage. Sono state fermate dalla burocrazia: gli agenti devono fare i corsi. I corsi di guida sicura in bicicletta e devono “ripassare” il codice della strada. Sembra uno scherzo, ma purtroppo non lo è.

Nel Paese dei mille regolamenti e delle mille leggi c’è anche questa: il decreto legislativo 81/2008, quello su “salute e sicurezza sul lavoro”, e a farne le spese è il nuovo servizio lanciato dal Comune: i vigili in bicicletta, appunto.

Il decreto in questione prevede per l’utilizzo delle attrezzature di lavoro un’adeguata formazione, che il datore è obbligato a garantire. Inutile dire che in questo caso la bicicletta è considerata un’attrezzatura di lavoro. Il concetto è spiegano gli uffici: «Se ci facciamo male con un trapano fra le mura domestiche sono affari nostri; se, invece, il trapano lo usiamo in un luogo di lavoro, per legge, il datore di lavoro ci deve formare all’utilizzo di quel trapano».

Bene. Ma qui stiamo parlando di una bicicletta, per di più data in mano a un vigili, non a un ragazzino che non vede l’ora di correre sui marciapiedi e su una ruota sola. Non solo: il corso in questione è composto da una parte pratica e una teorica, in cui sono riepilogati i concetti del codice della strada relativi al ciclista. Insegnano al vigili il codice della strada?

È chiaro che ci si muove in un terreno volutamente burocratizzato: quello dei corsi è un vero e proprio business che, ogni anno, costa centinaia di migliaia di euro alle amministrazioni pubbliche; ai cittadini. Quanto costi quello dedicato ai vigili in bicicletta non è dato saperlo con esattezza; ma non dovrebbe essere inferiore ai mille 500 euro.

«Il paradosso – commenta l’assessore alla Mobilità e ambiente, Enrico Pizza – è che vanno a fare quei corsi gli stessi agenti che insegnano nelle scuole a usare le biciclette. Purtroppo – conclude – non ci possiamo fare nulla, ma questo può aiutare a far capire ai cittadini quanto sia difficile amministrare. Dico soltanto questo: io, o un qualsiasi componente della giunta o dipendente di palazzo D’Aronco stesso, se volessi utilizzare una delle biciclette di proprietà del Comune dovrei fare il corso... uso la mia».

Il nuovo servizio e le nuove quattro biciclette erano stato presentato dal sindaco Furio Honsell e dal comandante della Polizia municipale, Sergio Bedessi a fine ottobre. «A Udine – aveva dichiarato il colonnello in occasione della festa per il 148° anniversario della fondazione del Corpo – c’è una buona rete ciclabile che però, troppo spesso, è ostruita dalle auto.

Compito della nuova pattuglia, dunque, sarà quella di controllare che questo non accada, ma anche vigilare sul rispetto da parte dei ciclisti delle norme del codice della strada. Credo che un’assimilazione, anche visiva, al cittadino degli agenti in bici possa produrre soltanto effetti positivi». Un altro dato da tenere sotto controllo è quello degli incidenti causati che hanno coinvolto i ciclisti.

Confrontando il 2012 con il 2013 il totale è diminuito (rispettivamente a 122 e 107), ma il dato da tenere sotto controllo è il numero di quelli più gravi, saliti nell’arco dei dodici mesi da 0 a 5, tre dei quali mortali e due con feriti finiti all'ospedale in prognosi riservata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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