«Il Palaindoor non deve diventare una palestra»

A preoccupare il mondo dell’atletica è il futuro dell’impianto di via del Maglio che il Comune aprirà ad altri sport

Il futuro del Palaindoor di via del Maglio preoccupa il mondo dell’atletica che anche ieri sera, a palazzo Belgrado, nel corso del convegno “L’atletica leggera ieri oggi e domani”, sono stati categorici: «Non deve diventare una palestra aperta a più pratiche sportive a discapito di quella per cui è nata, l’atletica». La preoccupazione è giustificata dal fatto che il Comune nel bando per l’assegnazione della gestione vuole trasformare il palaindoor in un impianto multifunzionale.

«I giovani devono avere strutture dove allenarsi - ha detto Alessandro Talotti, olimpico e consigliere nazionale Fidal nel corso della serata organizzata dalla sezione di Udine dell’associazione nazionale Stelle al merito sportivo -, non possono mancare i fondi per tenere aperto il campo o il palaindoor. I ragazzi hanno bisogno di fare sport e di avere anche tecnici all’avanguardia che ne facciano sviluppare il talento in un contesto sociale adeguato». Il tecnico Fidal Mario Gasparetto, invece, dopo aver fatto una rassegna stampa puntuale che ha ripercorso la storia del palaindoor fino alle ultime discussioni sulla gestione, ha riportato le parole del presidente regionale della Federazione, Germano Pettarin, affidate a Facebook: «nell’ipotesi in cui vi siano spazi, orari residuali per attività diverse da questa, la precedenza va comunque all’atletica leggera». Un concetto ribadito da molti dei presenti al convegno, compreso il presidente dell’Atletica Malignani Libertas, Dante Savorgnan, che ha aggiunto: «Il palaindoor per noi è fondamentale. Nei recenti incontri con l’amministrazione comunale abbiamo evidenziato questo punto e ci è parso che le nostre richieste possano essere accolte».

Nel salone della Provincia c’erano i rappresentanti della federazione e dell’associazione, ma anche alcuni giovani atletica e vecchie glorie, come Enzo Del Forno, che ha effettuato una panoramica sul talento in Italia e nel mondo, compresi quelli presenti e i friulani impegnati nel mondo. E a proposito di ragazzi, è spettato all'insegnante di educazione fisica Stefano Secco analizzare se ci possa essere una sinergia tra la Federazione e l’atletica scolastica. Il tutto partendo dal fatto che il 69 per cento delle quindicenni nel 2000 abbandonava prima dei 20 anni l’attività, oggi il numero è salito al 92 per cento. Numeri che fanno riflettere sulla possibilità di rivedere alcune categorie giovanili per non esasperare l’agonismo dei più giovani.

Tra i relatori pure l’ex direttore tecnico della Nazionale Italiana di atletica, Dino Ponchio. «La ricreazione è finita - ha dichiarato - la Federazione deve aprirsi alle regioni e deve essere snella. I talenti ci sono, ma pochi vanno a maturazione e questo deve cambiare. Alle Olimpiadi bisogna portare i vecchi per le medaglie e i giovani per crescere». E se il saluto iniziale è stato portato dal presidente nazionale dell’Ansmes, Luigi Ramponi, la chiusura è stata affidata al presidente del Centro regionale sportivo Libertas, Bernardino Ceccarelli, che ha preso a esempio la Libertas come collaborazione tra società sportive del territorio. All’evento ha partecipato anche l’Udinese calcio attraverso un video su tecniche di allenamento che l’atletica, secondo Talotti, potrebbe mutuare dal calcio. Padrone di casa, l’assessore allo sport Govetto.

Simonetta D'Este

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