Rogo nella fabbrica chiusa, scatta l’allarme amianto

Il sindaco avverte: se c’è inquinamento serviranno milioni per la bonifica. I carabinieri intanto indagano sull’ipotesi dolo nell’incendio alla Deta Sud

AIELLO. A preoccupare ora è la possibile presenza di fibre di amianto sulle coperture dei tre capannoni della Deta Sud, da una decina d’anni chiusa dopo il fallimento, completamente distrutti a causa del grosso incendio divampato verso le 23 di sabato.

Ieri mattina, a causa di problemi logistici, non è stato possibile effettuare il sopralluogo da parte dei tecnici dell’Arpa. Se sarà confermata la presenza di amianto sarà necessario provvedere alla bonifica dell’area.

Il sindaco di Aiello, Roberto Festa, ha emesso un’ordinanza di inagibilità dello stabile. Nel frattempo, proseguono le indagini per accertare le cause all’origine dell’incendio. Non si esclude il dolo.

L’area, abbandonata da diversi anni, non è recintata e qualcuno avrebbe potuto introdursi all’interno della fabbrica senza difficoltà.

Il rogo ha completamente distrutto tre campate, per un totale di 1.500 metri quadrati su una superficie di otto mila metri quadri.

Dentro la fabbrica, dove, anni fa, venivano prodotte sedie, c’erano ancora semilavorati, imbottiture, plastica, metalli e altri materiali facilmente infiammabili.

«Questa mattina (ieri, per chi legge), abbiamo emesso l’ordinanza di inagibilità dell’immobile – spiega il sindaco Festa -. Non c’è stato sequestro. Le indagini stanno andando avanti ma non è facile capire che cosa possa aver fatto scoppiare l’incendio. Siamo stati contattati dall’Azienda sanitaria. Ci hanno chiesto tutta la documentazione relativa alla costruzione della fabbrica. Prefigurano la presenza di amianto sulle coperture ma non c’è certezza fino a quando non avremo in mano le analisi. La documentazione è stata inviata a tutti gli organi competenti».

La struttura, fa sapere l’amministrazione, è di proprietà di un’altra azienda che attualmente ha sede a Milano, cui, ieri, è stata notificata l’ordinanza di inagibilità della fabbrica. Il sindaco si dice preoccupato per un’eventuale bonifica.

«Se servirà – commenta - in presenza di analisi certe, bisognerà emettere un’ordinanza di messa in sicurezza dell’area. Ovviamente la parte contaminata dovrà essere smaltita. Non sarà sicuramente cosa da poco. Ci sono campi e case nella zona. La situazione deve sicuramente essere valutata a mente fredda, senza allarmismi, ma il problema c’è. Tre capannoni sono andati distrutti e dovranno essere demoliti. Non è certo un danno da poco. Quello che è accaduto è un fatto grave. Se dovesse essere davvero accertata la presenza di amianto, il tutto dovrà essere smaltito in apposite discariche speciali. Si parla di un costo pari a qualche milione di euro».

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