La Procura indaga sul centro antiviolenza

Contestata alla presidente di Iotunoivoi un’ipotesi di maltrattamenti. La difesa: accusa infondata, l’ente da decenni al fianco delle donne in difficoltà

UDINE. La Procura di Udine sta indagando su alcuni fatti accaduti all’interno del centro antiviolenza gestito dall’associazione di volontariato Iotunoivoi donne insieme. Lo ha rivelato questo venerdì il blogger udinese Marco Belviso sul sito “Il Perbenista Friuli Venezia Giulia”, tirando di fatto in ballo Eleonora Baldacci, 72 anni, presidente della onlus dal 1995.

Nella prima fase dell’inchiesta, scattata diversi mesi fa e condotta dalla Squadra mobile sotto il coordinamento del pm Claudia Danelon, era stata formulata nei confronti della responsabile l’ipotesi di maltrattamenti ai danni di donne ospiti e dei loro bambini. La fase di indagini preliminari non è conclusa, per cui sulla questione vi è ancora riserbo.

L’attività della polizia, diretta dal vicequestore aggiunto Massimiliano Ortolan, è stata avviata a seguito di segnalazioni giunte da più parti. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze di operatrici e ospiti del centro e hanno effettuato specifici accertamenti, anche di natura tecnica. Sono emerse possibili situazioni di criticità (si parla di minacce, costrizioni e di metodi educativi discutibili) che non sono state ancora inquadrate in via definitiva dal punto di vista giuridico.

«La scorsa estate - sottolinea l’avvocato Franco Giunchi che tutela la presidente Baldacci - il Gip ha respinto una richiesta di misura e tale decisione è stata poi confermata dal Riesame. In questi mesi abbiamo svolto indagini difensive e raccolto una serie di prove con cui riteniamo di poter smontare le accuse. D’altra parte - precisa il legale - è chiaro che in una casa famiglia di quel tipo, aperta 24 ore su 24, si possono venire a creare tensioni, magari solo per divergenze di vedute ed evidentemente capita anche che vengano formulate accuse destituite di ogni fondamento. Abbiamo presentato al pm una dettagliata memoria in cui tutto viene spiegato. In quello stesso documento diciamo anche che non temiamo il processo, bensì gli effetti dello stesso, che finirebbe comunque per mettere in cattiva luce una persona che da oltre vent’anni assiste le donne maltrattate».

L’interessata, da parte sua, commenta: «Questa storia è venuta fuori nel marzo scorso - riferisce la stessa Eleonora Baldacci - e da allora ci sono stati momenti molto difficili e tristi. Per nessuna ragione avrei immaginato che potesse accadere una cosa del genere a me, che sono la “mamma” delle adozioni internazionali in Friuli Venezia Giulia e che da anni mi impegno al fianco delle donne. Abbiamo molti amici, ma, evidentemente, anche nemici. Per il resto, che dire...aspettiamo che l’inchiesta vada avanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi