«Altro grave episodio solo due mesi fa»

Il presidente: azioni inqualificabili, vanno rispettati tutti i cani, compresi quelli da caccia

UDINE. «Quello di Booboo, il pastore abruzzese di Udine trafitto con una fiocina perché abbaiava troppo, non è un caso isolato. Meno di due mesi a Vedronza un cane da caccia è stato gettato vivo nell’impianto a biomasse, a Vedronza». Lo ricorda Sandro Levan, presidente regionale della società italiana Prosegugio.

«È fin troppo ovvio - aggiunge - affermare che il cane è il migliore amico dell’uomo, mentre invece sarebbe molto meglio poter constatare che anche l’uomo è il miglior amico del cane. Purtroppo invece - prosegue Levan - quest’ultima è soltanto una velleitaria ipotesi, che troppo spesso naufraga in azioni disdicevoli o anche perseguibili penalmente».

Leggere della brutta esperienza di Booboo e della sua famiglia ha fatto ricordare a Levan quanto avvenuto i primi giorni di novembre nell’Alta val Torre. In quell’occasione l’animale, un segugio di cinque anni di nome Stoll, era finito in una vasca, raggiungibile scendendo una scala a pioli e passando da una botola.

Una vasca annessa appunto alla centrale a biomasse in costruzione a Vedronza. Il cane è poi stato salvato da una persona che ha udito i suoi guaiti.

«Entrambi gli episodi sono riconducibili a una serie di azioni inqualificabili - osserva ancora Sandro Levan - perpetrate da quanti, animati da inconfessabili rancori, non trovano di meglio che sfogare la loro frustrazione contro gli animali che accompagnano l’uomo. I cani in questione sono stati fortunatamente salvati. Ma mentre il feritore di Booboo sembra essere stato individuato, l’autore del barbaro gesto di Vedronza resta da identificare. E siccome ad ogni estate si trovano cani legati ai guardrail autostradali o abbandonati nelle campagne lontano da casa - conclude -, nella veste di presidente regionale di Prosegugio, mi preme infine rivolgere un appello a rispettare tutti i cani, compresi quelli da caccia, ma anche a voler scegliere la via del dialogo con le associazioni venatorie, piuttosto che quella del maltrattamento dei loro ausiliari».

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