Cane ferito, allarme giustizia fai-da-te

I carabinieri sono preoccupati dalle minacce all’aggressore di Booboo, colpito con la fiocina. L’appello: abbassare i toni

UDINE. Non si placa la rabbia del web nei confronti del professionista udinese di 61 anni che nella giornata di Santo Stefano, esasperato - così almeno ha riferito ai carabinieri - dal continuo abbaiare del cane del vicino di gli ha sparato con un fucile da sub conficcandogli una fiocina in testa.

Un gesto che ha sollevato un coro di indignazione che in alcuni casi è anche degenerato in una serie di minacce più o meno velate nei confronti del “fiocinatore folle”. Tanto che gli investigatori sono preoccupati che qualcuno possa realmente decidere di farsi giustizia da sé.

Anche per questo motivo non è stato reso noto il nome dell’uomo (ma in molti sul web si sono dati da fare per cercare comunque di individuarlo) che peraltro è stato denunciato a piede libero e dovrà comunque rispondere del suo gesto di fronte alla legge.

Che in questo caso parla chiaro: l’articolo 544-ter del codice penale stabilisce che «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagioni una lesione a un animale ovvero lo sottoponga a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 mila a 30 mila euro».

La stessa pena si applica anche a chiunque somministri agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottoponga a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. E la pena è aumentata della metà se viene provocata la morte dell’animale.

In questo caso però Booboo è sopravvissuto e nonostante le gravi ferite si sta riprendendo. Dalla caserma dei carabinieri arriva comunque un invito ad abbassare i toni. Come ha scritto anche qualcuno sul web: «Il fiocinatore non è giustificabile, ma spetta alle forze dell’ordine fare giustizia altrimenti ci si mette al suo stesso livello».

Dello stesso avviso anche il proprietario del cane, Andrea Cavazzin: «Booboo sta meglio e quella è la cosa più importante - dice -. Ho letto anche io molti messaggi minacciosi, ma invito tutti ad avere fiducia nella giustizia che farà il suo corso. Per quanto ci riguarda abbiamo ricevuto molti messaggi di solidarietà dai vicini, dagli amici e anche da persone che non conoscevamo».

Nessuna scusa però. «No - conferma Andrea - scuse non ne abbiamo ricevute, ma come ha detto la mia compagna Elisa la cosa migliore da fare forse è ritrovarsi tutti insieme per fare un’abbaiata generale di solidarietà».

Intanto le indagini proseguono ed è probabile che il fiocinatore di viale Venezia dovrà rispondere anche della precedente aggressione a Booboo. Non è la prima volta infatti che il pastore abruzzese viene preso di mira.

A febbraio il cane era stato ferito a una zampa, colpito da una fiocina di circa 50 centimetri mentre si trovava nel giardino della villetta dove i suoi proprietari stavano cenando.

Quell’assalto, avvenuto intorno alle 22, era rimasto senza colpevole, ma il fucile recuperato dai carabinieri sembra compatibile con la fiocina utilizzata in quella circostanza e del tutto analoga a quella sparata a Santo Stefano.

Ecco perché è possibile che il professionista dovrà rispondere di due aggressioni e quasi sicuramente i proprietari gli chiederanno un risarcimento danni: «Se non altro - conclude Andrea - per recuperare le spese veterinarie sostenute».

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