Giacomello al Messaggero Veneto: "Nessun fango da voi, quell'Sms non lo rifarei"

Il vicesindaco di Udine Carlo Giacomello durante l'intervista nella redazione del Messaggero Veneto

Il vicesindaco di Udine: sono stato frainteso, mai pensato alla stampa, mi riferivo al Centrodestra. E assicura: l’Sms  a Soldati è stato un errore, non lo rifarei

UDINE. «La macchina del fango non era riferita alla stampa bensì al centrodestra tant’è che nel mio intervento ho fatto nomi e cognomi». Forte della fiducia ricevuta dalla maggioranza compatta, il giorno dopo il suo intervento in consiglio comunale, il vicesindaco, Carlo Giacomello, chiarisce ulteriormente alcuni punti della vicenda dell’sms che ha inviato la vigilia di Natale al presidente dell’Udinese calcio, Franco Soldati, dopo la bocciatura in aula della mozione di solidarietà al vertice della società bianconera indagato per reati fiscali, presentata dal centrodestra.

Ripartiamo dalla macchina del fango?

«Mi spiace di essere stato frainteso anche perché credo di essere stato chiaro. Basti pensare che ho iniziato il mio discorso scusandomi con i giornalisti per non aver risposto alle loro telefonate. L’ho fatto perché ho sempre ritenuto la libertà di stampa una conquista della democrazia. Chi venerdì sera ha seguito i lavori del consiglio comunale ha capito chiaramente a chi era rivolta la macchina del fango».

Caso Giacomello, il vicesindaco: La macchina del fango? Mi riferivo al centrodestra

Si rivolgeva ai consiglieri Tanzi, Gallanda, Michelini, Vuerli, Ioan, al consigliere regionale Riccardi e al coordinatore di Forza Italia Nistri, tutti citati nel suo discorso?

«Ho fatto nomi e cognomi degli esponenti del centrodestra che mi hanno rivolto accuse pesanti dalle quali ho ritenuto opportuno difendermi. Si tratta di accuse pesantissime che hanno ferito la mia famiglia e la mia azienda. Hanno detto che il vicesindaco è un inetto, che sono poco trasparente, poco pulito, che faccio il doppiogiochismo senza sentire la mia versione. Avevano già sentenziato tutto».

Ora però ha affidato il caso a un legale?

«Sto valutando con i legali la richiesta di un risarcimento danni. Mi sembra un atto dovuto nei confronti dei soci, dei dipendenti e dei clienti della mia azienda».

Perché il centrodestra si è scagliato contro di lei?

«Anche se ho sempre cercato di essere corretto nei loro confronti, forse dò fastidio. Qualcuno ambisce da tanti anni a sedere tra i banchi della maggioranza ma non ce l’ha fatta».

Tanto per usare le parole di Serracchiani: inviare quell’sms è stata una gaffe?

«È stata una gaffe. Sono stato un ingenuo, non lo rifarei. In fondo fidarsi delle persone è nella natura umana».

Si aspettava che Soldati rendesse pubblico quell’sms?

«Certamente no anche perché un sms è qualcosa di personale, di privato».

Perché insiste a non far vedere l’sms originale indirizzato a Soldati?

«Non si tratta di non voler far vedere l’sms, ma di far rientrare nell’ordinario una vicenda che ha preso una dimensione più grande del dovuto. Se qualcuno in futuro lo leggerà avrà modo di verificare che è stato costruito tanto sul nulla».

Dopo quell’sms con Soldati ha parlato?

«No, ripeto, con Soldati ho parlato una vola sola circa due mesi fa per una vicenda personale».

Politicamente come esce da questa vicenda?

«Personalmente ne esco rafforzato, mi ha insegnato parecchio. Politicamente ancora di più perché se volevano dividere la maggioranza di fatto l’hanno compattata. Se invece pensavano di rafforzare l’opposizione, beh la disfatta si è vista».

In effetti degli otto firmatari della sfiducia solo cinque hanno votato la mozione?

«Per un atto politico di questa entità, come la mozione di sfiducia al vicesindaco, un risultato del genere è politicamente devastante. Se questo è quello che rimane dell’opposizione, il centrodestra più che a una mozione di sfiducia dovrebbe pensare a una orazione per un de profundis».

Tra le accuse che le hanno mosso non mancano quelle sull’attività amministrativa, in primis sulla localizzazione del palazzo di giustizia?

«Il centrodestra mi accusa di aver detto che il palazzo di giustizia va realizzato nell’area ex Safau . Non l’ho mai fatto. Ho sempre detto che il tribunale costa solo di affitti al Comune circa 500 mila euro all’anno. Situazione resa più pesante dalla chiusura del tribunale di Tolmezzo. Ritengo giusto che un assessore al Patrimonio si interroghi e valuti soluzioni per ridurre questo costo».

C’è un’alternativa?

«Al momento no. Dobbiamo ragionare seduti attorno a un tavolo con giudici e avvocati. Forse è proprio questo modo di fare politica a infastidire l’opposizione».

Lei è stato criticato anche per il parcheggio di via Sabbadini, perché?

«Il parcheggio così non poteva stare. Lo chiedeva il centrodestra e io ho ricevuto i residenti. L’abbiamo chiuso per un periodo per metterlo in sicurezza. Non ho mai detto che andava chiuso per sempre».

E il bando per la riqualificazione dell’ex caserma Osoppo a che punto è?

«Il bando è pronto, stiamo valutando quando pubblicarlo. Si tratta di un bando che prevede molte opzioni. Tutte le richieste formalizzate dai partecipanti all’assemblea pubblica indetta dal centrodestra possono essere accolte. L’avrei detto in quell’occasione se mi avessero concesso la parola».

La gestione del Contarena è stata affidata?

«L’affidamento è stato fatto all’unico gestore che aveva presentato l’offerta. Ora si tratta di chiudere il contenzioso».

Chiusa la vicenda sms, su cosa focalizzerà la sua attenzione?

«Come ha già avuto modo di dire il sindaco, sul rilancio del centro storico. Bisogna riprendere in mano via Mercatovecchio collegandola all’apertura del parcheggio di piazza Primo maggio. Ci sono aziende in difficoltà alle quali va il massimo rispetto. Vogliamo provare a rilanciare un’area strategica per la città che ha una forte potenzialità».

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