In Fvg il più alto tasso di rifugiati: «Sottovalutati gli arrivi dall’Est»

In regione un migrante ogni 814 residenti, mentre in Veneto il rapporto è di tre volte tanto. Inviti “smarriti”, al vertice romano dell’Anci si presenta soltanto Gorizia. «La situazione è molto grave»

UDINE. Speciali in tutto, anche rispetto al fenomeno migrazione.

Se una stima vicina alla realtà esiste rispetto agli sbarchi, il Fvg deve fare i conti anche con altre rotte, che non sono quelle del mare e che non riguardano, per la stragrande maggioranza, i richiedenti asilo.

I numeri

La Fondazione Leone Moressa ha messo in fila i dati dell’operazione Mare Nostrum e quelli relativi agli sbarchi. Per quanto attiene a questi ultimi, si è passati dai 62 mila 692 migranti sbarcati nel 2011, agli oltre 170 mila del 2014.

I rifugiati nelle regioni

Nel solo mese di gennaio, a fronte dei 2 mila 171 del 2014, il mese scorso sono stati 3.528 i migranti arrivati via mare in Italia.

Il riparto

Analizzando l’assegnazione degli stranieri alle varie regioni, in rapporto alla popolazione, si scopre che in Friuli Venezia Giulia i mille 510 migranti assegnati, rappresentano un cittadino straniero ogni 814 residenti, rapporto che è tre volte maggiore rispetto al Veneto, oltre due volte la Lombardia e la Val d’Aosta, e il più alto tra le regioni del Nord.

Il “caso Fvg”

Della situazione in Friuli Venezia Giulia si è parlato l’altro ieri nel corso di un incontro della commissione conoscitiva convocata dall’Anci a Roma; un incontro scarsamente partecipato se è vero che dei quattro Comuni capoluogo di Regione invitati, si è presentato solo Gorizia (Pordenone segnala: invito non pervenuto).

«Sono andata per parlare della nostra situazione - spiega Silvana Romano, assessore a Gorizia -, ovvero della presenza all’interno del Cara di Gradisca e non solo, di 500 persone delle quali il 73 per cento risulta positivo all’Eurodac (il database europeo). Si tratta quindi di stranieri presenti da anni sul territorio europeo e che, vedendosi negare il permesso di soggiorno, arrivano in Italia».

«In teoria l’Unità di Dublino (sistema per i richiedenti asilo), che ha sede a Roma, dovrebbe accertare entro due mesi qual è lo Stato competente per evadere la richiesta. Ma i tempi non vengono rispettati e così accade - considera Romano - che queste persone rimangano qui per uno o anche due anni. Ma di loro non v’è traccia nelle statistiche relative a Mare Nostrum che, per quel che ci riguarda, sottostimano l’entità e la gravità della situazione del Fvg».

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