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A4, fermato con un cadavere nel camion frigo

Il corpo congelato di un cinese viaggiava verso il Friuli. Lite fra famiglie. E il sospetto di “riciclaggio” di documenti

2 minuti di lettura

VICENZA. Alcuni parenti lo reclamavano in provincia di Pordenone, altri in quella di Udine, altri ancora a Torino. E così quelli friulani avrebbero organizzato – è una delle ipotesi – il “rapimento” della... salma del congiunto. Fatto sta che il funerale fai da te è stato scoperto dal Corpo forestale dello Stato che in autostrada A4 ha bloccato un camionista che si era prestato a ospitare, in una cella frigorifera di solito utilizzata per portare in Italia surgelati dai Paesi dell’Est, la salma, risultata trafugata dalla camera mortuaria di un ospedale di Torino.

Tutto questo potrebbe costituire la trama di un film, se non fosse che le procure di Vicenza e Torino hanno aperto un fascicolo e iscritto una decina di persone sul registro degli indagati per l’ipotesi di reato di sottrazione di cadavere. Punto di partenza, le dichiarazioni del camionista. Gli inquirenti non escludono che dietro tale scusa si celasse il disegno di far sparire la salma per riciclarne i documenti.
La vicenda risale al 19 settembre scorso. Yaoqin Hu, 42 anni, una decina di giorni prima era morto in un

incidente stradale accaduto in Francia. La salma era stata trasferita a Torino, dove vivono alcuni parenti e dove doveva essere celebrato il funerale. Ma, poche ore prima della cerimonia, l’incredibile scoperta: la bara era vuota, la salma sparita, trafugata da qualcuno che era riuscito a eludere la sorveglianza e, verosimilmente, l’aveva caricata nella cella frigorifera di un camion adibito al trasporto di generi alimentari.

Quel pomeriggio di settembre una pattuglia del corpo forestale dello Stato aveva fermato un camion lungo l’autostrada Serenissima, a Montebello, in provincia di Vicenza. L’Iveco, in direzione Venezia, era condotto da Goran Brcic, 35 anni, serbo. Tradì un bel po’ di nervosismo. Giustificato, visto che quando gli agenti aprirono il cassone tentò invano di fuggire. «Sto tornando in patria dopo avere scaricato alimenti in Italia», aveva poi detto senza poterlo dimostrare con documenti alla mano.

Aperto il portellone posteriore del camion, venne fuori il cadavere di un asiatico, senza documenti, adagiato su una coperta e vestito di tutto punto. La salma, poi risultata del cinese, che aveva vissuto regolarmente in Piemonte, e il mezzo furono posti sotto sequestro. Il conducente venne denunciato per sottrazione di cadavere e multato per varie violazioni amministrative, parzialmente saldate. «Ho prelevato la salma a Torino e devo portarla tra le province di Pordenone e Udine», ha poi ammesso, pare dietro pagamento di 1.500 euro. Per conto di chi, non si seppe subito. Sino a quando gli inquirenti sospettarono che fossero stati i parenti “friulani” a pianificare il furto. Intendevano fare sepellire il loro congiunto in patria e non Italia.

L’inchiesta si è allargata e adesso sul registro degli indagati figurano una decina di persone. Il fascicolo era stato aperto a Vicenza, poi trasferito a Torino per competenza. Gli inquirenti sospettano – anche se sinora senza conferme – che dietro il trasporto del cadavere vi possa essere un traffico di documenti falsi, trasferiti dal deceduto a qualche clandestino connazionale, fintamente regolarizzato. Facendo al contempo sparire la salma. Gli accertamenti sono tuttora in corso.

Che fine hanno fatto le spoglie mortali del quarantaduenne cinese? Sono tornate a Torino, dove si è celebrato un funerale, questa volta regolare, al termine del quale i parenti “piemontesi” hanno spiegato agli inquirenti che cosa potrebbe essere accaduto.
 

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