Poliziotti dirottati all’Expo: «Sguarnite le pattuglie miste ai confini»

La denuncia del Sap: Tarvisio senza 16 uomini, impossibile l’attività giorno e notte. Padrone (Ugl): penalizzate tutte le città. Ma la Questura di Udine nega disservizi

UDINE. «La grande macchina antiterrorismo messa in moto per Expo a Milano mina la sicurezza del Friuli Venezia Giulia».

Il Sindacato autonomo di polizia (Sap) lancia l’allarme sulle aggregazioni previste dal ministero dell’Interno per rafforzare lo spiegamento di forze dell’ordine in vista dalla manifestazione di Milano che, con l’arrivo di milioni di visitatori, alza il livello di guardia sugli obiettivi sensibili: aeroporti, chiese, musei, scuole. Servono agenti.

Sono 56 gli uomini per ora chiamati dalla Polizia di Frontiera della regione a vigilare su Expo - 24 da Trieste, 16 da Gorizia e 16 da Tarvisio - ma è probabile che nei prossimi mesi si attinga anche al personale di Udine e Pordenone. Il pericolo è che i confini diventino dei «colabrodo», denuncia il Sap.

«Alla prima importante occasione, quella ormai alle porte dell’Expo di Milano, ma presto ci sarà anche il Giubileo, il dipartimento della Pubblica sicurezza ha dimostrato tutte le criticità che da tempo il Sap denuncia. Oggi si attinge dalla Polizia di frontiera del Friuli Venezia Giulia per rinforzare la città di Milano. E si sguarniscono i confini regionali».

A Tarvisio, dove scorrono i flussi migratori dalla rotta balcanica che hanno fatto guadagnare al Friuli l’amaro primato di “piccola Lampedusa del Nord”, la situazione rischia di sfuggirre di mano dicono i sindacati. E proprio nel momento, accusano, «in cui sono state appena annunciate le pattuglie miste italo austriache per il presidio dei confini».

Tarvisio ha un organico di complessive 58 unità per fronteggiare l’allarme profughi, ma «con 16 agenti in meno non riusciremo più a garantire il servizio di pattuglia sulle 24 ore, è impossibile» afferma il segretario provinciale, Adriano Vuerich.

Dalla Questura di Udine, però, smentiscono e assicurano che non ci sarà «nessun disservizio e non ci sarà alcuna interferenza con Expo». Il questore, Claudio Cracovia, conferma che «le pattuglie miste Italia Austria ci saranno, il progetto sta andando avanti - spiega -. La Questura ha già compiuto gli opportuni passi, siamo in attesa della stesura del protocollo, e l’auspicio è di attivare il servizio entro la fine del mese».

Ma per il sindacato si tratta di un nervo scoperto che si aggiunge alla già radicata convinzione che «il nostro territorio sia l’anello debole della catena per entrare in Italia» sottolinea il segretario regionale, Olivo Comelli.

Ecco perché «abbiamo chiesto al ministero dell’Interno un passo indietro. Oltre al fatto che così - precisa - si va a creare notevole disagio alle famiglie dei poliziotti, che saranno aggregati più volte a Milano nel periodo dell’evento. Avremo quale risultato che la sicurezza sarà forse rafforzata all’Expo a discapito però di quella del nostro territorio».

Il problema si ripropone anche Trieste, dove i controlli sono complicati, e dove varcano il confine ogni giorno decine di profughi, senza contare quelli che «non riusciamo a individuare».

Qui si dovrà fare i conti con «24 persone in meno, che saranno aggregate in turni a rotazione da 15 giorni ciascuno, dal 13 aprile al 31 ottobre, nel periodo di Expo - spiega Lorenzo Tamaro, segretario provinciale Sap di Trieste -. Oltre alle criticità operative, ci sono anche quelle relative alle ferie del personale».

Altro che frontiera, altro che Expo, tuona invece il vicesegretario nazionale dell’Ugl Polizia e segretario provinciale di Pordenone, Raffaele Padrone: «Il vero dramma delle aggregazioni non riguarda solo Milano ma qualunque grande manifestazione, dalle partite di calcio ai festival del cinema, e si riversa nelle città, dove si toglie sicurezza ai cittadini. Le aggregazioni sottraggono continuamente forze dell’ordine a Pordenone, che ricordo, non è più un’isola felice - continua Padrone - c’è stato un omicidio, mancano 63 agenti, non ci sono le telecamere. Da qui vengono aggregate due persone al mese per far fronte all’emergenza profughi dal Mediterraneo. Certo che ce ne attendiamo altre con Expo, sicuramente verranno chiamate altre forze di polizia, ma il fatto si verifica ogni volta che c’è una manifestazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi