Da luglio “rivoluzione” del welfare regionale

La misura sarà applicata a tutti, dalle famiglie alle persone sole con o senza figli, a chi soffre di dipendenze. L'assessore Telesca: i beneficiari dovranno impegnarsi in percorsi formativi o riabilitativi. Isee tra 5 mila e 6 mila 500 euro

UDINE. Non sarà riservato solo a chi ha perso o non ha lavoro. Sarà una temporanea integrazione al reddito, che entrerà in vigore a luglio. La platea da sostenere andrà da 12 mila a 15 mila famiglie. La giunta di Debora Serracchiani sta delineando i criteri della nuova misura di sostegno al reddito, che quest’anno potrà contare su 10 milioni.

L’esecutivo non proporrà una legge, ma un documento base, una proposta aperta da cui partire e da condividere con le forze di maggioranza e d’opposizione, per arrivare al voto dell’Assemblea regionale in giugno. I paletti, però, saranno chiari, come spiega l’assessore alle Politiche sociali Maria Sandra Telesca.

L’obiettivo è fissare un reddito, calcolato in base al nuovo Isee, tra i 5 mila e i 6 mila 500 euro al massimo, e applicare un provvedimento sul modello di quello già in vigore a Trento. La misura sarà temporanea perché comporterà la sottoscrizione di un patto da rispettare per chi riceverà l’integrazione, cioè le risorse necessarie ad arrivare alla soglia che stabilirà la giunta e che non supererà i 6 mila 500 euro.

«In questa regione abbiamo diversi strumenti – spiega Telesca –, tutte volti al sostegno alle famiglie in difficoltà e alle fasce più deboli, dalla casa al lavoro, dai libri ai trasporti. Ma sono misure frammentate, con lo stesso obiettivo di dare aiuto a chi ha redditi bassi.

Nel nuovo provvedimento dobbiamo fare attenzione a non applicare uno strumento che si sovrapponga ad altri o che sia una mera aggiunta. E vogliamo elaborare un provvedimento sul quale in prospettiva, già dal 2016, possano confluire le risorse di altri strumenti d’aiuto simili, così da ordinare il sistema e incrementare le risorse». Telesca porta l’esempio del Fondo solidarietà destinato ai Comuni, danari assegnati attraverso i servizi sociali a persone in difficoltà. Il Fondo solidarietà utilizza 11,5 milioni, ha un limite Isee di 8 mila 238 euro e va in aiuto a 5 mila 800 persone (il calcolo delle famiglie è più alto).

La nuovo strumento potrebbe invece sostenere tra le 12 mila e le 15 mila famiglie, dato “grezzo” su cui gli uffici regionali stanno ancora lavorando. «Vogliamo sia una “misura attiva regionale di sostegno al reddito”, attiva perché non prevede solo l’erogazione dell’integrazione alla soglia che stabiliremo – continua Telesca –, ma stabilirà il rispetto di un patto e sarà universale.

Vogliamo aiutare le famiglie in situazioni economiche difficili, chi è rimasto senza lavoro o lo ha perso, chi è sotto occupato – penso alle donne con figli e che hanno un’occupazione solo per poche ore al giorno –, chi è da solo, ma anche chi non può lavorare, anche per dipendenza o patologie come le ludopatie. Per questo sarà universale. E chi riceverà il sostegno dovrà impegnarsi a seguire percorsi formativi, o di riabilitazione (nel caso di patologie) o di accesso al lavoro, ma anche tirocini.

Lo strumento sarà temporaneo e dovrà prevedere una forte integrazione tra i servizi sociali dei Comuni e i Centri per l’impiego, e in quel caso una buona esperienza viene già dal Pordenonese». L’assessore spiega che nelle regioni del Sud Italia il Governo sta sperimentando il “Sostegno inclusione attiva”, che ha una soglia Isee di 3 mila euro. «Dobbiamo stare attenti a non creare una sovrapposizione anche con quel nuovo strumento che però potremmo copiare per com’è organizzato.

Perché la richiesta di sostegno viene fatta ai Comuni – argomenta Telesca – e poi passa dall’Inps che segue la parte burocratica-amministrativa, eroga il contributo e fa le verifiche. Se quel sistema funzionerà potremmo applicarlo anche noi, per eliminare molta burocrazia, applicando regole regionali e passando sempre dai servizi sociali dei Comuni».

Telesca vuole condividere Il documento con i consiglieri regionali. «In un paio di settimane sarà pronta la proposta, molto aperta, sulla quale ci aspettiamo il contributo di tutti, anche dell’opposizione, perché penso che ciascuno abbia la consapevolezza che c’è la necessità di intervenire. Lavoriamo quindi per trovare una convergenza, per arrivare a giugno al testo di legge in Consiglio e poi per applicarlo da luglio», conclude l’assessore. Che dal 2016 punta a riorganizzare l’intero “portafoglio” dei sostegni alle famiglie.

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