Risarciti i danni provocati dalla tromba d’aria 2010

Dalla Protezione civile un milione e 800 mila euro per le imprese e i privati. Spesi 800 mila euro, il Comune chiede di usare il resto per sistemare il territorio

PAVIA DI UDINE. Cittadini e imprese che furono messi in ginocchio dalla fortissima tromba d’aria che nel luglio di cinque anni fa devastò molti paesi del Medio Friuli – e tra questi la stessa Pavia di Udine – hanno avuto il riconoscimento economico dei danni.

Quasi tutti coloro che avevano presentato domanda “di ristoro” dei danneggiamenti subiti da abitazioni, capannoni e altre strutture sono stati soddisfatti.

Una somma che in totale sfiora gli 800 mila euro.

Ma questa cifra rappresenta meno della metà della stima che la Protezione civile regionale fece a seguito dell’evento atmosferico, oltre un milione e 800 mila euro.

Oltre un milione di euro che, sostiene il sindaco Emanuela Nonino, in linea teorica dovrebbero ritornare nelle casse della Regione Friuli Venezia Giulia, ma che l’amministrazione comunale auspica restino sul territorio per mettere mano a opere di protezione civile richieste da anni.

«Quasi tutte le domande – spiega il sindaco Nonino – sono state accolte, ma le risorse riconosciute dalla Protezione civile regionale sono superiori. Anche se sappiamo che dovrebbe essere restituito il surplus, vorremmo chiedere di poter utilizzare le somme eccedenti su opere per le quali chiediamo da anni di intervenire».

Tra i primi interventi che la Regione attraverso la Protezione civile realizzò si conta quello sul palazzetto dello sport a Lauzacco, simbolo della furia della tromba d’aria che scoperchiò molte strutture del territorio. Ma quello fu un capitolo a parte, già sistemato con precedenti risorse.

Ora, a seguito del risarcimento dei privati, l’amministrazione comunale chiede di poter intervenire, sempre a protezione del territorio, sulla vasca di dispersione di Percoto, per la quale, commenta il vicesindaco Mauro Di Bert, «già da anni chiediamo che vengano concessi contributi. E poi a Chiasottis, dove da tempo si riscontrano notevoli criticità idriche e per le quali abbiamo già predisposto un progetto».

«Si tratta di opere di forte rilevanza ambientale – conclude Di Bert – che adesso potrebbero trovare una positiva risposta qualora si rendessero disponibili queste risorse economiche».

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