Profughi, in 45 occupano l’ex caserma Osoppo. Otto casi di sospetta scabbia

Udine, avevano cercato riparo per la notte, poi sono intervenuti Volanti e Ufficio immigrazione. Portati in Questura, sono stati sottoposti ai controlli sanitari e muniti di attestazione di indigenza

UDINE. Avevano cercato riparo per la notte nell’ex caserma Osoppo, in via Brigata Re. Ma il viavai di gente ha insospettito i residenti, che si sono subito rivolti alla Questura. Così sabato mattina gli uomini della Squadra volante e dell’Ufficio immigrazione hanno sgombrato l’edificio occupato abusivamente da quarantacinque profughi afghani e pakistani.

Otto dei quali sono poi stati accompagnati in ospedale per ulteriori accertamenti sanitari: si sospetta che possano aver contratto la scabbia.

Le prime segnalazioni da parte dei cittadini alle forze dell’ordine sono arrivate, ieri, attorno alle 9.30. Dal retro dell’ex caserma vedevano gente entrare e uscire. In tarda mattinata le pattuglie della Squadra volante (guidate dal commissario capo Marco Lovrovich), accompagnate da personale dell’Ufficio immigrazione, si sono recate in via Brigata Re per verificare la situazione.

È bastata una rapida occhiata per capire che si trattava di stranieri, arrivati in città dopo aver affrontato un lungo viaggio. Con tutta probabilità si erano rifugiati nel’ex caserma Osoppo da uno o al massimo due giorni.

I profughi – 41 di nazionalità afghana (arrivati attraverso l’Austria e la Slovenia nei giorni scorsi e già fotosegnalati) e 4 pakistani clandestini – sono stati portati in Questura. Dopo essere stati sfamati e dissetati, grazie all’intervento della Croce rossa, hanno avviato la procedura per la richiesta di asilo e contestualmente è stata fornita loro l’attestazione di indigenza.

Tutti provati da un viaggio compiuto spesso in condizioni precarie, sono stati sottoposti a un primo controllo medico. Per otto dei 45 profughi si è reso necessario un approfondimento sanitario perchè presentavano sintomi simili alla scabbia. Per questo motivo sono stati accompagnai in pronto soccorso per gli accertamenti del caso.

«Sono tutti muniti di attestazione di indigenza – spiega il questore Claudio Cracovia – e quindi possono accedere alle strutture di accoglienza. Non si è verificato alcun inidente e abbiamo chiamato la Croce rossa per rifocillarli. Qualcuno presentava sintomi come il prurito ed è stato accompagnato in ospedale per un sospetto di scabbia, ma si tratta, appunto, di un sospetto».

L’arrivo di stranieri in città e provincia si sta rivelando una vera emergenza, le strutture ricettive non bastano e i 600 stranieri censiti cominciano a essere troppi. «Le associazioni si sono impegnate a trovare alloggi per loro – sottolinea il prefetto Provvidenza Delfina Raimondo –, ma sappiamo che non saranno mai sufficienti: noi parliamo di “oggi”, ma “domani” i profughi possono essere già di più».

Proprio venerdì c’è stato un incontro con l’Anci e l’assessore regionale Gianni Torrenti per parlare «di questa emergenza crescente. L’Anci – continua Raimondo – si è impegnata a organizzare riunioni di ambito al fine di fare un censimento per conoscere le strutture, pubbliche e private, esistenti nei vari territori comunali. Abbiamo 600 persone in accoglienza – conclude il prefetto – e il problema non è economico (visto che beneficiano dell’assistenza statale), ma riguarda appunto il trovare loro una sistemazione adeguata».

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