Ancora profughi e il parco diventa un dormitorio

Friuli al collasso. Una sessantina di stranieri ha trascorso la notte al Moretti. Il primo cittadino: è necessario un commissario straordinario

UDINE. Ancora una volta il parco Moretti si trasforma nel dormitorio dei profughi. Una sessantina di stranieri ha bivaccato, nella notte tra lunedì e ieri, nel polmone verde cittadino, riproponendo una situazione critica che diventa ogni giorno sempre più difficile da gestire.

Tanto da spingere il sindaco Furio Honsell a chiedere l’intervento «di un commissario straordinario per gestire l’accoglienza di queste persone».

In città l’arrivo di stranieri via terra è quotidiano. Una tappa obbligatoria, considerando il fatto che a Udine si trova la Questura, dove le decine e decine di richiedenti asilo vengono inviate dopo essere state intercettate una volta lasciato il confine austriaco.

In città avviano le pratiche, ottenendo contestualmente l’attestazione di indigenza, e rimangono in attesa di una sistemazione. Ma la gestione dell’accoglienza si sta rivelando una questione spinosa e le capacità ricettive di Udine (e provincia) sono messe a dura prova.

«La caserma Cavarzerani – sottolinea il sindaco – offre una sistemazione a 150 stranieri, altrettanti sono stati sistemati negli appartamenti messi a disposizione da Croce rossa e Caritas, i minori trovano accoglienza alla Casa dell’immacolata, senza contare gli immigrati gestiti da Nuovi cittadini nell’ambito dello Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati)». Oltre a questi, circa un centinaio di stranieri continua a dormire all’aperto».

«La gestione degli arrivi ora non può più essere affrontata soltanto a livello locale. «Si tratta di un flusso via terra continuo e va trattato in maniera adeguata – sottolinea Honsell –, un problema che avevo già segnalato nove mesi fa in Parlamento, alla Commissione Schengen. Mentre ci si occupa del flusso via mare, quello via terra invece pare interessi meno».

«Il ministro degli Interni – chiosa il primo cittadino – deve darci una risposta, dal momento che il problema dell’immigrazione via terra non dipende dall’amministrazione comunale di Udine, che ha fatto il possibile affinchè la situazione non esplodesse».

Honsell rincara la dose: «I numeri degli stranieri sono troppo alti – dichiara il primo cittadino – e io non ho gli strumenti giusti. Il ministero degli Interni deve capire che si tratta di una questione seria e che serve – sottolinea – un commissario straordinario per gestire l’accoglienza dei profughi senza che si debba arrivare a questi che bivaccano al Moretti».

E ieri mattina al parco si sono svegliati una settantina di stranieri, che avevano trascorso la notte sopra alcune coperte poste sull’erba. Una situazione, questa, accettata con difficoltà dai fruitori del parco.

«Arrivano a decine nel pomeriggio, verso le 17 – ci spiegano al bar del Moretti –. Ogni tanto interviene qualche volontario a portare cibo o indumenti. Anche se gli stranieri stanno per conto loro – al massimo giocano a calcio o se ne stanno all’ombra sotto gli alberi –, senza arrecare disturbo a chi frequenta il parco, tutti si lamentano. Dai genitori che portano i bambini a giocare a chi arriva al Moretti per andare a fare jogging. E ciò contribuisce ad appesantire un clima già teso».

Senza contare che la loro presenza implica un ulteriore sforzo per mantenere pulita l’area. «Per questo – dicono i gestori del bar – abbiamo chiesto l’intervento del Comune per potenziare la manutenzione del verde e la pulizia».

Spesso, infatti, quando al mattino i richiedenti asilo se ne vanno, sul prato restano le coperte e i rifiuti. «Speriamo che si trovi anche questa volta una soluzione – si augurano – come è stato fatto tre settimane fa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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