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«Subito 6 milioni per evitare altre frane»

La presidente Serracchiani ha chiesto fondi al governo per il caso del Tarcentino. Panontin: dalla Protezione civile 665 mila euro

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TARCENTO. La Regione bussa a Roma per “salvare” il Tarcentino dal rischio di nuovi smottamenti e lo fa, in particolare, dopo la denuncia lanciata dal Comitato frane della cittadina friulana. La giunta, infatti, ha presentato allo Stato una richiesta particolarmente pesante, economicamente parlando, pari a 6 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’intera area.

«Il Tarcentino è certamente uno dei territori più delicati e fragili della nostra regione – ha spiegato l’assessore Paolo Panontin, che ha in mano anche la delega alla Protezione civile del Fvg – e l’amministrazione ritiene una priorità intervenire, velocemente e con efficacia, per ridurre al minimo i rischi per gli abitanti».

In questo senso, la presidente Debora Serracchiani, nella veste di Commissario straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico del Fvg, ha formalmente richiesto alla “Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche” di palazzo Chigi – che in questi giorni sta predisponendo il decreto che stabilisce i criteri di riparto - una prima tranche di quattro milioni di euro di finanziamenti.

Denaro che, nelle intenzioni della Regione, dovrà essere utilizzato a favore di opere di consolidamento dei movimenti franosi che interessano i versanti compresi tra le strade comunali di via del Castello, via Riviera di Pontente, in località Coja, e via Sottoriviera. Un secondo canale di fondi, corrispondente a due milioni di euro, servirà invece per controllare i movimenti franosi che interessano l’abitato di Sedilis e la strada utilizzata per raggiungere la frazione.

La giunta, dunque, si muove su scala nazionale, ma, contemporaneamente, Panontin replica alle accuse di aver dimenticato Tarcento nell’ultimo riparto economico della Protezione civile snocciolando numeri e volume degli interventi già effettuati nell’area oltre a quelli da mettere a regime.

«Attualmente la Protezione civile – spiega l’assessore – ha in carico lavori per 665 mila euro, ultimati per 120 mila e cantierizzati per 245 mila euro.

La prossima settimana, inoltre, è prevista la partenza della gara d’appalto per i lavori a Coja, finanziati con un importo complessivo di 300 mila euro e la presentazione delle offerte dovrà essere effettuata nella settimana dopo ferragosto. Parallelamente, quindi, la Direzione ambiente ha trasferito al Comune di Tarcento 894 mila euro per intervenire nelle frazioni di Sedilis e Borgo Chiaron, in via Sottoriviera e in altre località. In questo caso, i lavori competono allo stesso Comune che si sta occupando della loro progettazione».

Una serie di opere “urgenti”, spiega Panontin, che conferma pure come «dovranno seguirne di altri ben più consistenti» – coperti, appunto, grazie a fondi nazionali – per risolvere le problematiche di un’emergenza che a Tarcento è vissuta con apprensione da tempo, quantomeno dalle alluvioni dello scorso anno che hanno devastato il territorio comunale.

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