Poste chiude 17 sedi in Fvg, rivolta di Regione e sindaci

L’Anci ai Comuni: se la riorganizzazione sarà confermata ricorreremo al Tar. Panontin: l’azienda disattende tutti gli impegni. Coinvolgeremo il Governo

UDINE. Sindaci e Regione a muso duro contro Poste spa. La decisione dell’azienda di procedere alla chiusura di 17 uffici postali in Friuli Venezia Giulia disattendendo l’impegno, concordato in un incontro svoltosi in primavera con l’Anci, Associazione dei Comuni, Uncem, Unione delle Comunità Montale, e la stessa Regione, ha provocato la reazione di associazioni e istituzioni.

La risposta è stato l’invito esplicito «a tutti i Comuni interessati dalle chiusure, a considerare la possibilità di un ricorso al Tar - spiega Mario Pezzetta, presidente dell’Anci - sulla scorta di quel che fece il Comune di Buja nel 2012 e che ha visto soccombere Poste italiane spa». E non solo.

Il confronto dei rappresentanti delle amministrazioni locali si è esteso alla Regione nel corso di un incontro avvenuto ieri mattina con l’assessore Paolo Panontin, durante il quale «abbiamo chiesto che la Regione ritiri la firma in calce al protocollo d’intesa con cui si impegnava a collaborare con Poste spa sul fronte di nuovi e innovativi servizi digitali in favore dei cittadini», ancora Pezzetta. Secondo l’Anci «la Regione deve avviare quanto prima anche il confronto con il Governo su una decisione gravissima di questa azienda che penalizza pesantemente il territorio proprio nel momento in cui la riforma degli enti locali richiede più coesione e maggiori servizi».

L’appello dei Comuni è stato raccolto da Panontin che infatti stigmatizza «il comportamento di Poste italiane i cui dirigenti regionali partecipano ai tavoli di confronto e assumono impegni poi disattesi o ignorati dalla dirigenza nazionale che porta avanti un piano di chiusure indiscriminate».

L’assessore richiama il fatto che la Spa ha disatteso «sia il protocollo d’intesa siglato con la Regione Fvg a novembre 2014, sia gli impegni assunti in sede di tavolo di confronto congiunto con Anci e Uncem il 25 maggio 2015. In particolare durante l’ultimo incontro - ricorda Panontin - i rappresentanti di Poste spa avevano assicurato che, sospeso sine die il piano di razionalizzazione, avrebbero reincontrato le parti per valutare tutte le alternative possibili alle chiusure».

L’obiettivo primario della Regione è ora «quello di scongiurare una riorganizzazione che finirebbe con il penalizzare l’utenza, soprattutto quella più debole e quella che risiede nelle aree rurali e montane - conferma Panontin -. La Regione Fvg intende proseguire con ancora maggiore incisività che nel passato nel perseguire questo obiettivo e se sarà necessario - promette - ci attiveremo anche nei confronti del Governo».

Infine «sfidiamo Poste italiane a dare applicazione al protocollo d’intesa prima di procedere con le chiusure - conclude Panontin - e a dare prova di efficacia delle soluzioni alternative che più volte hanno promesso».

Le sedi a rischio chiusura.Provincia di Udine: Goricizza, Pozzo, Cisterna, Carpacco, Campeglio, Ciconicco, Ospedaletto, Lavariano, Percoto, Ipplis, Rodeano Basso, Perteole, Pers di Tolmezzo. Provincia di Pordenone: Lestans e Ramuscello. Provincia di Gorizia: Fossalon.

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