La lunga battaglia di papà Giorgio

Da oltre un anno il genitore va a caccia di giustizia tra Procure e lettere ai politici

RONCHIS. Papà Giorgio e mamma Susanna lottano da più di un anno per avere giustizia. Nessuno, infatti, sarà mai in grado di ridare loro il sorriso di Marco, ma da genitori chiedono e pretendono, quantomeno, un’assunzione di responsabilità da parte di chi, in una maniera o nell’altra, in quella maledetta notte di primavera ha “causato” la scomparsa di loro figlio. E allo stesso tempo che la magistratura non archivi alcuna posizione, e tantomeno quella di Colautto, prima di aver analizzato tutte le prove e ascoltato le parti in causa.

Per questo la famiglia si è opposta all’archiviazione della posizione del consigliere comunale di Ronchis nei confronti di Marco e, pochi giorni fa, ha scritto direttamente al sindaco Vanni Biasutti chiedendo al primo cittadino «una presa di distanza pubblica» dal componente della sua maggioranza, sostenendo che tale azione «farebbe molto onore» al primo cittadino e arrivando perfino a chiedere le dimissioni dello stesso Biasutti che «sarebbero ben capite, comprese e dignitose».

Ma la lettera a Biasutti è soltanto l’ultimo atto della battaglia personale della famiglia, e di papà Giorgio in particolare, che in questi mesi ha aperto una pagina personale sul sito internet dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada in cui ha raccolto centinaia di attestazioni di solidarietà raccontando la storia del suo Marco. Non soltanto, però, perchè Rizzetto ha contattato direttamente il procuratore della Repubblica di Pordenone chiedendo di riaprire il caso, e sperando in un supplemento di indagini, ma si è rivolto anche ai politici. In particolare alla deputata di Portogruaro Sara Moretto pregandola di intervenire in prima persona in commissione Giustizia alla Camera affinché venga inasprita la pena – all’interno del nuovo disegno di legge che modificherà il codice della strada trasmesso da Montecitorio al Senato da quasi un anno – per chi si rende responsabile del reato di omissione di soccorso.

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