Scuola, graduatorie esaurite ma non ci sono docenti

A Pordenone firmati ieri i primi 43 contratti di supplenza. Restano altri 150 posti da assegnare

PORDENONE. Contratti di lavoro a scuola fino al 30 giugno 2016: i primi 43 sono stati firmati, ieri mattina a Pordenone, dai professori precari delle secondarie di primo grado e superiori nel D-Day delle nomine.

Altre 150 cattedre vacanti non hanno trovato supplenti titolari perché 27 graduatorie sono esaurite e mancano i candidati. Il popolo dei precari ha numeri in discesa, in 42 scuole statali nel Friuli Occidentale.

«Circa 150 cattedre e “spezzoni” non assegnate saranno a disposizione della fase B di assunzioni in ruolo nazionali – hanno fatto eco alle indicazioni dell’ex Provveditorato i sindacalisti Flc Cgil Mario Bellomo e Giuseppe Mancaniello -. Entro il 9 settembre».

I supplenti temporanei, intanto, saranno assunti con la formula “fino all’avente diritto” a scuola: per coprire tutte le cattedre e garantire la partenza regolare delle lezioni il 14 settembre. Questa mattina nomine bis nell’emiciclo del liceo Grigoletti: in palio ci sono un centinaio di contratti fino al 30 giugno 2016 per le maestre precarie dell’infanzia e primarie.

Gli squilibri

Caccia ai supplenti in alcune discipline e precari in fila per altre cattedre: sono gli squilibri da risolvere. «Cattedre senza aspiranti in meccanica, italiano e laboratori nelle superiori, poi italiano e matematica nelle secondarie di primo grado – hanno elencato i sindacalisti Flc Cgil e Gilda alle nomine con i colleghi Cisl scuola, Anief e Snals -. Anche lingua spagnola nelle medie cerca supplenti».

Gli esuberi di supplenti che non trovano lavoro a scuola? «Tanti abilitati senza incarico annuale in filosofia e storia – hanno indicato allo sportello Flc -, poi educazione fisica, diritto, musica nelle superiori, latino e greco. Non ci sono cattedre sufficienti: la riforma Gelmini ha cancellato ore di lezione e materie». Le nomine in ruolo in agosto nelle fasi zero e A sono state circa 200.

I precari

«Siamo sempre meno con incarichi annuali e la disciplina di musica è sparita nelle superiori – hanno detto alcuni precari quarantenni e il morale professionale sottotono con Luigi Borgo -. Teniamo duro, ma la strada è in salita: chiediamo tutti il ruolo».

Alcuni stagionali abilitati di inglese e filosofia hanno rifiutato di presentare domanda al ministero dell’Istruzione per partecipare alla fase nazionale di assunzioni in ruolo all’alba di settembre.

«Non me ne vado da Pordenone e preferisco la supplenza annuale piuttosto che la disperazione chissà dove – ha detto una supplente di inglese con 10 anni di contratti a termine sulle spalle -. Rifiuto la fase B».

Il futuro

Le storie di precarietà si confrontano e sgranano una sofferenza comune: quella dei tempi rallentati per mettere la firma sul contratto di ruolo. L’età media supera 43 anni e ci sono casi di supplenti a 60 anni.

«Bisogna tutelare i diritti degli abilitati e anche dei non abilitati che insegnano da anni – dice Mara Donat che insegna spagnolo -. Chiediamo assunzioni in ruolo salvaguardando i diritti di tutti».

La precaria senza cattedra reclama un lavoro e la possibilità di abilitarsi senza salassi per il portafoglio. «Ho lavorato con spezzoni orari fino al 30 giugno 2015 nell’Isis Marchesini – Donat è specializzata in master all’estero -. Sono di nuovo disoccupata: si vive alla giornata da precari».

Il futuro è incerto. «Avremo la possibilità di lavorare ancora dopo tre anni di supplenze, dal 2016?».

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