Vino e turismo per attrarre la Cina

Scambio di vedute di Serracchiani con il vicedirettore del Padiglione di Pechino

MILANO. «Far conoscere in Cina il sistema produttivo, l’agroalimentare e il territorio del Friuli Venezia Giulia sotto il profilo turistico, grazie a Expo non è un’ambizione ma una concreta opportunità». Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani, al margine di un incontro con il vicedirettore del Padiglione della Cina all’Expo di Milano Zhang Gang, al quale hanno partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, e l’assessore alle Risorse agricole e forestali Cristiano Shaurli. Zhang Gang, che ha già avuto modo nei mesi scorsi di visitare il Friuli Venezia Giulia e di dare avvio a una prima tranche di rapporti commerciali tra aziende locali e cinesi, è anche ai vertici di China Council for the promotion of international trade, che ne fa un interlocutore privilegiato per gli obiettivi che si pone la Regione nel Paese asiatico. «L’e-commerce, il sistema portuale, con particolare riferimento alla realizzazione di una via marittima della seta, e lo sviluppo turistico - ha sottolineato la presidente - sono prospettive di investimento reali, tenuto conto delle proporzioni gigantesche del mercato cinese, un bacino di centinaia milioni di utenti». I prossimi mesi saranno molto fecondi riguardo all’apertura di nuovi scambi commerciali tra il Friuli Venezia Giulia e la Cina, in particolare per le opportunità legate al turismo, anche attraverso l’utilizzo della nuove tecnologie e dei canali social, e alla filiera della seta.

«Dare ossigeno alle imprese con nuove risorse economiche e investire sulla qualità senza compromessi, anche attraverso la certificazione e la tracciabilità», ha quindi aggiunto Serracchiani al padiglione della Coldiretti a Expo2015 di Milano, nel contesto della presentazione dell’Associazione coniglio italiano. «L’aspetto, per così dire, positivo della crisi generale - ha ribadito - è l’averci costretto a fare massa critica. L’aggregazione delle filiere di produzione ci consente di presentarci uniti di fronte alle sfide, ma dobbiamo farlo con nuovi strumenti». (m.d.c.)

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