Lavorare in strada? Meglio di no, e così il vigile si ammala

Un quarto dell’intero organico a Udine risulta parzialmente inidoneo all’attività “su strada”. C’è chi non può stare in piedi e chi esposto alle intemperie. Il comandante: «Non possiamo fare nulla, ci sono i certificati»

UDINE. La nuova organizzazione voluta dal comandante della polizia locale Sergio Bedessi prevede un maggior presidio da parte degli agenti sul territorio per aumentare la sicurezza, ma un quarto dell’intero organico risulta parzialmente inidoneo all’attività “su strada”.

Una ventina di persone sul totale degli 85 agenti che compongono il corpo di polizia locale udinese ha infatti presentato il certificato medico che “impedisce” di svolgere attività a servizio del cittadino direttamente sul territorio. Le motivazioni spaziano dai reali problemi di salute, a chi non può rimanere in piedi a lungo per arrivare alle più incredibili, tra cui spicca senza dubbio quella di non poter rimanere esposti agli agenti atmosferici.

E così tra regole, certificati e prescrizioni, “costringere” i dipendenti a svolgere il proprio dovere anche sulla strada, al giorno d’oggi, diventa sempre più difficile. Una situazione di fronte alla quale lo stesso comandante non può fare nulla, se non attenersi al rispetto del regolamento.

La festa dei vigili urbani a Udine

È stato un anno di cambiamenti, il 2015, per la polizia locale del comando di via Girardini, come ha sottolineato ieri nel Salone del parlamento il comandante Sergio Bedessi, durante la 149° festa della polizia locale del Comune, e in cima alla lista delle priorità indicate dallo stesso capo dei vigili – nell’ottica di una nuova organizzazione e un progressivo miglioramento del servizio – emerge una maggiore esigenza di presenza esterna da parte del personale.

«In questi mesi siamo riusciti a “recuperare” otto agenti da altri uffici che ora è possibile impiegare sul territorio – spiega il comandante Bedessi – e una cinquantina di persone esce regolarmente. Il problema nasce perchè, giustamente o ingiustamente, a 21 agenti è stata certificata un’inidoneità parziale e dunque il personale che è possibile destinare al presidio della sicurezza, anche preventiva, si riduce notevolmente, con un conseguente disagio per il servizio fornito al cittadino».

E di fronte alla realtà delle cose lo stesso comandante, di fatto, ha le mani legate: «Non posso fare nulla: se un dipendente presenta un certificato con una precisa prescrizione devo rispettarla se non voglio incorrere in eventuali responsabilità o provvedimenti. Ritengo comunque questa situazione sia assurda e l’ho già segnalata al dirigente».

Il primo a sollevare il caso fu il capogruppo della Lega Nord Mario Pittoni che non ha nessuna intenzione di mollare la presa e intende approfondire per fare chiarezza sul caso.

Nel corso della cerimonia, l’ultima che riguarderà il solo comando di Udine in previsione della costituzione dell’Unione territoriale intercomunale del Friuli Centrale che accorperà al capoluogo friulano altri municipi confinanti – e tra i servizi condivisi rientra anche quello di polizia locale – il comandante ha poi riassunto quelle che sono state le attività svolte nel corso del 2015, ricordando gli investimenti, le innovazioni, e annunciando le linee guida che caratterizzeranno l’attività in vista delle sfide future «per una rinascita della polizia locale».

A stemperare qualche nostalgia al pensiero che la festa del comando udinese non taglierà nel 2016 il traguardo dei 150 anni in vista della costituzione delle Uti, ci ha pensato il primo cittadino, dopo gli interventi del prefetto e del procuratore di Udine Vittorio Zappalorto e Antonio De Nicolo, che hanno rimarcato l’importanza della polizia locale nella gestione dell’ordine pubblico e nella collaborazione con le istituzioni.

«Celebriamo probabilmente l’ultima festa della polizia locale del Comune – ha ribadito il sindaco – ma non c’è tristezza perché il futuro che abbiamo davanti è molto positivo e importante. Quello che andrete a realizzare sarà a beneficio di una popolazione molto maggiore dell’attuale, basti pensare che da 100 mila abitanti con l’Uti saremo circa 150 mila e sono certo che tutti insieme potrete raggiungere al meglio gli obiettivi della polizia comunale».

Al termine della cerimonia dedicata all’anniversario della fondazione del corpo udinese, nato all’indomani dell’entrata di Udine in Italia nel 1866, sono stati consegnati alcuni riconoscimenti per i 25 anni di servizio al maresciallo Giorgio Morandini, al sottotenente Mario Cisilino e al tenente Franco Virigili. Un commosso ricordo, infine, è stato riservato alla memoria del maresciallo Giulia Baracetti, scomparsa quest’anno.

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