Scarpa contro il prof: aperta un’indagine

Indignato il preside del Malignani, Carletti. «Gesto inaccettabile. Attendo spiegazioni da tutti, anche da chi ha filmato»

UDINE. «Abbiamo aperto un’indagine e faremo i passi necessari per individuare ciò che è accaduto. È un atto dovuto anche per tutelare il buon nome della scuola». Il dirigente scolastico del Malignani, Andrea Carletti, adotta la linea dura e chiede chiarezza su quanto è accaduto nel suo istituto dove uno studente, nel corso di una lezione in classe, si è tolto una scarpa e l’ha lanciato contro un professore.

Il gesto risalirebbe all’inverno dello scorso anno scolastico, ma il video, filmato da un compagno di classe del ragazzo, ha fatto il giro dei social network solamente nei giorni scorsi. A mostrarlo in prima battuta è stata, mercoledì sera, l’emittente televisiva “Udinese Channel” nel corso del suo notiziario. L’episodio ha scosso il preside Carletti subissato ieri mattina dalle telefonate degli organi di stampa.

Un fulmine a ciel sereno, sebbene – come riporta qualche commento sul web del nostro quotidiano – dell’episodio, pare, fossero a conoscenza in molti all’interno dell’istituto. E che lo fossero da tempo. E allora perché tenerlo nascosto? Il dirigente vuole trovare i responsabili il più presto possibile.

«Li convocherò – dice – e chiederò loro una giustificazione». Vuole sapere i motivi di questa “bravata” da parte del ragazzo «perché non è accettabile – continua – una cosa del genere» e vuole anche conoscere la ragione che ha spinto il professore a scegliere, almeno in quel frangente, di ignorare l’accaduto. «Un insegnante – afferma Carletti – ha una responsabilità professionale e deve tenere la classe secondo un criterio di gestione ordinario. Non è possibile che qualcuno lasci passare una cosa del genere».

Il video-choc: lancia una scarpa al prof in classe

Il filmato non lascia margini di dubbio. «Quanto ho potuto vedere nel video – continua, parlando senza remore – è un atto inconciliabile con la vita scolastica, che non deve passare inosservato». Il preside annuncia quindi che «ci saranno delle conseguenze in linea con i regolamenti previsti con il nostro istituto».

Carletti per anni è stato alla guida del liceo scientifico Copernico, prima di occupare la carica da dirigente al Malignani. «Ragazzi purtroppo indisciplinati – racconta, scuotendo la testa – si trovano ovunque. L’ho riscontrato in ogni posto in cui ho esercitato la mia funzione. Esiste il peggio anche nella popolazione scolastica e su questa parte va fatta un’opera educativa e disciplinare il più chiara e trasparente possibile, senza permettere che accadano e si ripetano episodi come questo».

La preoccupazione, adesso, è anche che questa vicenda non finisca per gettare discredito sul buon nome dell’istituto. «Non vorrei che passasse il messaggio di un “caso Malignani” – aggiunge Carletti –. Su tremila studenti, può capitare di trovarne dieci ingestibili e che devono essere comunque controllati. Questa è una scuola di eccellenza che si distingue proprio per la formazione dei giovani e che ora necessita della massima tutela di fronte a un episodio del genere».

Il preside non si ferma qui. «Convocherò tutti gli attori coinvolti in questa vicenda. Voglio ricordare – annuncia – che è severamente vietato produrre qualsiasi tipo di immagine all’interno delle mura scolastiche, perché viola la tutela dei minori. Anche chi ha filmato il gesto ha le sue colpe. E noi non possiamo transigere su un simile comportamento».

L’obiettivo nei prossimi mesi «sarà quello di dare un indirizzo a tutti i ragazzi spiegando loro il senso del dovere nei confronti dell’istituto e il rispetto dei ruoli. Questa – osserva Carletti – è una generazione figlia dei social network, con i suoi lati positivi e negativi, ma ho fiducia in questi ragazzi. E non dobbiamo nemmeno fare di tutta un’erba un fascio. Il sistema scolastico in Italia e nella nostra Regione – conclude – resta uno dei più alti in assoluto. Al di là e al di sopra di questi episodi, che non vanno assolutamente generalizzati».

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