Migliaia di volumi ricevuti in dono grazie a Niculescu

Basta consultare i volumi raccolti nel fondo Carlo Tagliavini oppure quelli donati dall’università di Praga all’ateneo friulano grazie all’interessamento del professor Alexandru Niculescu, per...

Basta consultare i volumi raccolti nel fondo Carlo Tagliavini oppure quelli donati dall’università di Praga all’ateneo friulano grazie all’interessamento del professor Alexandru Niculescu, per comprendere la portata del centro internazionale di romenistica dell’università di Udine. A dirlo sono gli studiosi che fanno capo a palazzo Antonini per completare le loro ricerche. Qui sono conservati pezzi rari che solo noi possiamo vantare.

Un patrimonio indiscusso che va tutelato senza se e senza ma. Udine non può perdere questa ricchezza necessaria per rafforzare le collaborazioni internazionali con l’est Europa. Non solo dal punto di vista culturale, ma anche economico perché la maggior parte dei laureati in romeno oggi lavorano nelle ambasciate piuttosto che nelle imprese che hanno rapporti commerciali con la Romania.

L’ateneo friulano è considerato, a livello internazionale, uno dei principali centri per gli studi di romenistica anche e soprattutto per il fondo librario che conta migliaia di volumi di lingua, letteratura e cultura romena. Tutto questo rischia di svanire se la cattedra di Lingua e letteratura romena non avrà un futuro.

Il centro internazionale sulla cultura romena è stato inaugurato nella primavera del 2012 alla presenza dei soci fondatori provenienti dalle università di Padova, Pisa, Bucarest e Iasi. Solo tre anni fa, infatti, l’università descriveva questa iniziativa come «un importante risultato raggiunto nell’ambito degli studi delle lingue, letterature e culture dell’Europa orientale. La cattedra di romeno è stata istituita a Udine nel 1986 e il primo corso inaugurato l’anno seguente da Alexandru Niculescu, oggi professore emerito. Tant’è che il professore residente in Francia dove si era trasferito come rifugiato politico, a palazzo Antonini ha ancora un ufficio con il suo nome sulla targhetta.

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