Super trapianto all'ospedale di Udine, cuore bionico in un paziente

Intervento portato a termine dall’équipe del professor Livi su un uomo con cardiopatia terminale

UDINE. Da martedì 17 novembre nel suo petto batte un cuore “bionico”, gli è stato impiantato all’ospedale Santa Maria della Misericordia durante un intervento che si è protratto per quasi otto ore. Protagonista della vicenda un uomo di mezza età affetto da cardiopatia terminale.

L’intervento è stato realizzato dall’équipe chirurgica coordinata dal professor Ugolino Livi, direttore del Dipartimento cardiotoracico. Una decina le persone che hanno partecipato all’intervento che ha permesso di inserire nel torace dell’uomo, affetto da un’insufficienza cardiaca all’ultimo stadio, un dispositivo meccanico.

«Abbiamo utilizzato un cuore artificiale prodotto in America mentre il cuore umano è stato rimosso – ha riferito il professor Livi – una procedura piuttosto inusuale che abbiamo realizzato per la prima volta a Udine, dove già nel 2012 avevamo impiantato un cuore artificiale in ausilio a un cuore malato».

L’intervento è stato portato a termine con successo e il decorso post operatorio è stato buono anche se, premette Livi «si tratta di interventi delicati e non privi di rischi insiti nella procedura, che vanno valutati in un arco temporale più lungo».

Ogni valutazione dovrà essere quindi subordinata agli esiti del decorso post operatorio. L’evento di ieri comunque giunge e rendere ancora più solenne una ricorrenza che l’ospedale di Udine si appresta a celebrare: quella del trentesimo anniversario dal primo trapianto di cuore che fu realizzato il 23 novembre del 1985.

La Cardiochirurgia udinese si è distinta storicamente con una serie di interventi pionieristici ed è proprio di questi giorni lo stanziamento di 400 mila euro da parte del ministero della Salute per finanziare un progetto di ricerca del Dipartimento.

Lo studio ha come obiettivo la valutazione del grado di protezione miocardica del cuore da utilizzare per il trapianto trasportato con la tecnica standard o utilizzando l’Organ care system (Ocs).

L’Ocs è un sistema che permette il trasporto in particolari condizioni di un cuore battente espiantato da donatore: dopo il prelievo il cuore viene collegato al dispositivo, che funziona come una circolazione extracorporea impiegata in cardiochirurgia ma miniaturizzata per permetterne il trasporto.

Il sistema consente di trasportare un organo per più di 10 ore, valutare la capacità funzionali dell’organo, eseguire coronarografia ed ecocardiografia dopo il prelievo.

La Cardiochirurgia di Udine ha una lunga esperienza nell’utilizzo dell’Ocs e, assieme a Milano, è l’unico centro Italiano a impiegarlo. Il progetto di ricerca si propone di arruolare 30 pazienti da sottoporre a trapianto trattati con prelievo e trasporto standard confrontati con quelli per i quali si è utilizzato il trasporto con Ocs.

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