L’Anpi provinciale replica a Zanor sull’affresco

MARTIGNACCO. L’Anpi provinciale vuole mettere un punto fermo sulle vicende nate in seguito al restauro dell’affresco di Ernesto Mitri, situato all’ingresso principale dell’Auditorium Impero a...

MARTIGNACCO. L’Anpi provinciale vuole mettere un punto fermo sulle vicende nate in seguito al restauro dell’affresco di Ernesto Mitri, situato all’ingresso principale dell’Auditorium Impero a Martignacco. Lo fa tramite un comunicato, firmato dal presidente Dino Spanghero, in cui sono precisati i punti essenziali della questione. Il primo, il più importante, fa riferimento al rifiuto dell’amministrazione comunale di concedere alla sezione dell’Anpi del comune friulano l’inserimento nella segnaletica stradale della via dedicata a Pietro Martini la qualifica di partigiano «o di permettere la collocazione di una lapide, a spese dell’Anpi locale».

Il “no” della Giunta è, secondo il presidente, una presa di posizione inaccettabile. «Ricordare che Martini era un partigiano deve essere nascosto per non turbare il sonno di coloro che ancora non si sono riavuti dalla sconfitta del nazi-fascismo, per non enfatizzare una “categoria di combattenti” e quindi “per non compromettere il processo di pacificazione nazionale”» scrive Spanghero, citando il sindaco Zanor.

Ma fare certi paragoni, continua, significa ignorare la storia. «È vero… c’è stato chi ha scelto di combattere per la libertà e per il riscatto dell’Italia dalla vergogna del fascismo e chi invece ha scelto di schierarsi con i nazi-fascisti: non è possibile mettere tutti sullo stesso piano».

Sul restauro del dipinto l’Anpi replica poi: «Nessuna censura, nessun astio nei confronti dell’artista, nessuna intenzione iconoclasta nei confronti delle opere sorte nel ventennio. Si voleva evidenziare l’inopportunità di un recupero che può ancora suscitare sentimenti di repulsa nelle famiglie che hanno subito le persecuzioni fasciste».(m.t.)

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