Riempie il teatro il libro sull’alpino “riscoperto”

LATISANA. Un teatro Odeon riempito in ogni spazio, come non si vedeva da tempo. E tutto per... ripercorrere, cent’anni dopo i sentieri delle Dolomiti e del Carso, cercando di rivivere quei terribili...

LATISANA. Un teatro Odeon riempito in ogni spazio, come non si vedeva da tempo. E tutto per... ripercorrere, cent’anni dopo i sentieri delle Dolomiti e del Carso, cercando di rivivere quei terribili giorni, per carpirne le sensazioni, la paura e la rassegnazione, rese più lievi dal dolce ricordo di casa. Un lavoro meticoloso e certosino, per raccontare prima che il soldato, il ragazzo, Rodolfo Rossetti, tenente degli alpini nativo di Latisana, caduto nell’undicesima battaglia dell’Isonzo nella zona di Mesnjak, oggi Slovenia, il 21 agosto 1917. Strappato, lui come migliaia di coetanei, alla famiglia e agli affetti, ai quali è rimasto il ricordo e l’onore di quella medaglia d’argento al valor militare.

A raccontare nelle pagine di quello che sembra più un romanzo che un compendio storico, la vita di Rodolfo Rossetti, un altro latisanese, Gianpaolo Zangrando, al debutto letterario, con questa produzione che sabato è stata presentata all’Odeon. Una serata ricca di emozione, resa toccante dalle sonorità dei canti alpini, magistralmente proposti dal coro Ana Montecavallo di Pordenone, accompagnato in alcune esecuzione dalla soprano viennese, Claudia Phur e dalla calda voce dell’attore Pierpaolo Sovran che ha dato lettura di alcune delle lettere che il tenente e la madre si sono scambiati fino al triste epilogo.

Una vicenda militare e umana quella narrata nelle pagine del libro “Rodolfo Rossetti dalle Tofane alla Bainsizza”, raccontata al pubblico dallo stesso autore, presentato dallo storico Vinicio Galasso e dal giornalista Silvano Bertossi: il dramma della guerra in alta quota, sul fronte delle Tofane, fra temperature impossibili, il fuoco nemico e gli assalti alle postazioni, il tutto scandito da un fitto scambio epistolare fra il poco più che ventenne Rodolfo e la mamma. A volte lettere, altre volte solo brevi saluti, sul retro di cartoline. Fino a quell’ultimo messaggio: «Carissimi, sono forse le ultime due righe che vi scrivo. Parto per un’avanzata non molto allegra, dalla quale è difficile possa scampare. Farò il mio dovere di soldato. Per tutti voi il mio ultimo e affettuoso saluto. Invoco la vostra benedizione. Vi bacio con tenerezza. Rodolfo».

La volontà dell’autore Zangrando di restituire il tenente Rossetti alla sua Latisana è stata condivisa dagli alpini che guidati dal capogruppo Claudio Frattolin hanno deciso di intitolare al tenente il gagliardetto del gruppo, con una solenne cerimonia tenutasi in duomo alla presenza degli eredi di Rodolfo Rossetti, in primis la nipote, Rosanna Rossetti, “madrina” di entrambi gli eventi dedicati al tenente degli alpini.

Alle penne nere di Latisana andrà l’intero ricavato del libro per finanziare una delle tante attività benefiche sostenute dagli alpini.(p.m.)

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