Una “Corte delle lumache” nelle Valli del Natisone

La sfida imprenditoriale del 39enne Igor Borghese a Vernasso, suo paese natale. Nel Fvg solo quattro realtà analoghe. «Clienti? Dal 2017 guarderemo ai grossisti»

SAN PIETRO AL NATISONE. Dodicimila metri quadrati, da riempire a fasi, nel giro di 3-4 anni (entro l’anno si arriverà a quota 8 mila circa): in un ampio appezzamento di Vernasso di San Pietro al Natisone, a ridosso del cimitero del paese, è nata la Corte delle lumache.

Proprio così. Questo celano i pannelli metallici che contornano il terreno nella sua interezza e che hanno catturato l’attenzione di molti negli ultimi tempi: «Servono per evitare, o quanto meno contenere, l’ingresso di predatori», rileva Igor Borghese, 39 anni, che ha deciso di lanciarsi nell’avventura e dar vita al primo allevamento di lumache delle Valli del Natisone, del Cividalese e ben oltre, posto che in regione di realtà analoghe ne esistono solo quattro.

L’operazione è agli inizi e la cautela è d’obbligo («difficoltà e ostacoli non si contano in questo lavoro», svela il titolare), ma la speranza che il progetto proceda come da aspettative è forte.

A maggior ragione considerata la natura pionieristica, in loco, dell’esperienza imprenditoriale: l’assenza di concorrenza è un buon viatico, cui si aggiunge l’interesse crescente dei consumatori verso il prodotto.

Per assecondare l’istinto e creare la sua corte, Borghese ha lasciato Padova, città in cui aveva studiato (è laureato in scienze forestali) e lavorato, nel settore della formazione e della consulenza, ed è tornato alle origini.

«Sì, a casa – racconta –. Sono originario di Vernasso, dove la mia famiglia ha un’azienda agricola. C’era terra inutilizzata. Ho deciso di provare a fare qualcosa di totalmente nuovo, che non avesse eguali in zona. Ho così frequentato un corso a Cherasco, all’Istituto internazionale di elicicoltura, poi mi sono documentato sul campo, visitando aziende che producevano lumache e alla fine ho scelto di intraprendere questa strada».

La modalità di allevamento è il ciclo biologico completo: banalizzando, un sistema completamente e rigorosamente naturale, che rispetta il ciclo biologico della lumaca e non usa per il nutrimento alcun elemento estraneo. Zero farine, insomma, solo vegetali: cavoli per lo più e bietola.

L’annata secca 2015 non è stata d’aiuto: «Il clima influisce tantissimo – spiega Borghese – e non è l’unico fattore vincolante; nei primi anni di un allevamento il tasso di mortalità delle lumache è elevato perché devono adattarsi all’ambiente in cui sono introdotte. Basti dire che il 70% delle aziende specializzate nel settore chiudono nel giro di un triennio».

Clientela? «Per ora privati. Dal prossimo anno la produzione dovrebbe aumentare e il raggio allora si allargherà in direzione dei grossisti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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