Safilo fuori dalla crisi: sale la produzione e stop alla solidarietà

Già arrivati a Martignacco una ventina di nuovi macchinari. Cautela del sindacato: meglio aspettare di vedere i risultati

MARTIGNACCO. Nuovi macchinari e stop alla solidarietà: Safilo Martignacco esce dalla crisi. E lo fa con un’idea in più: ampliare il sito produttivo alle porte di Udine. Infatti in Friuli, oltre al finissaggio degli occhiali, arriva il ciclo completo dell’acetato, lavorazione che si integra con lo stabilimento di Santa Maria di Sala in provincia di Venezia.

Proprio ieri c’è stato l’incontro a Martignacco fra l’azienda e le Rsu (rappresentanze sindacali unitarie). «Confermiamo la chiusura della solidarietà a febbraio (dal 28, da quando cioè scade l’ultimo accordo semestrale, ndr) – rimarca l’azienda – ed entro il primo trimestre dell’anno sarà completata l’integrazione con lo stabilimento di Santa Maria di Sala».

I nuovi macchinari – una ventina – sono arrivati a Martignacco e sono già in funzione. Quindi il ciclo completo dell’acetato è ormai realtà anche in Friuli Venezia Giulia, in linea con il Piano di sviluppo presentato dall’azienda. E la prospettiva, come detto, è l’ampliamento del sito produttivo.

E questo grazie ad un processo di “rientro a casa” di produzioni, o parte di produzioni, che molti gruppi, e non solo Safilo, avevano affidato all’estero alla ricerca di vantaggi competitivi determinati, ad esempio, dal basso costo del lavoro di altri Paesi dell’Est Europa o del Far East.

Rispetto al progetto, le organizzazioni sindacali preferiscono predicare cautela. «Non sono abituato a vendere la pelle dell’orso senza prima averlo preso – usa una metafora Andrea Modotto, della segreteria della Filctem Cgil –. Il progetto di portare nuove attività su Martignacco con macchinari e personale in formazione è a buon punto, ma per la fine della solidarietà preferisco attendere il 28 febbraio. Anche sei mesi addietro l’azienda aveva predicato lo stop agli ammortizzatori sociali e poi siamo andati in proroga con un secondo accordo, sebbene fosse una misura auto cautelativa. In questo modo però da settembre sono rimaste bloccate le assunzioni».

I segnali di ripresa non mancano. «Il progetto di Safilo è chiaro – aggiunge Modotto –: riportare in Italia molte delle lavorazioni che erano state esternalizzate. C’è anche una prospettiva di ampliamento degli spazi e le condizioni per aumentare il sito produttivo non mancano. Proprio in questi giorni stiamo ragionando a livello di gruppo per chiudere un premio di risultato in linea con le richieste dell’azienda per migliorare in produttività e innovazione».

L’incontro cruciale è in calendario domani a Padova e l’esempio a cui fare riferimento è già stato individuato. Si immagina un premio modellato sulla falsariga di quello di Luxottica, come spiega il segretario regionale della Uiltec Uil, Antonino Mauro: «I parametri si basano su qualità, efficienza, redditività finanziaria del gruppo e benefit flessibili senza costi particolari per il lavoratore e per l’azienda».

A preoccupare Mauro sono le licenze: «Alla fine dell’anno Safilo perderà Gucci – sottolinea –, ma c’è da dire che al contempo ne sta acquistando di altre. E bisogna dare atto al board che si sta muovendo per migliorare l’azienda. Il punto è che, visto con l’occhio del friulano, il sito di Martignacco non sarà più autonomo, ma sempre subordinato alle richieste che arriveranno dal Veneto e più precisamente da Santa Maria di Sala».

Sono esattamente venti i nuovi macchinari appena entrati in funzione a Martignacco. E nei mesi scorsi l’azienda ha formato il personale.

«È una parte dell’investimento programmato – continua Mauro –: nei prossimi cinque anni Safilo si è impegnata a stanziare 150 milioni di euro per la produttività e 30 per il profilo commerciale e il marketing. Si tratta del progetto 2020 presentato dall’ad Luisa Delgado che punta a riportare la produzione di occhiali in Italia.

Una bella iniezione di innovazione, ma l’importante è vendere occhiali e farli comprare. Devo ammettere però che la volontà di Safilo c’è e progetta prospettive interessanti. Ora dobbiamo cercare di condividere una comunicazione positiva anche nei confronti dei lavoratori, dando loro un messaggio di crescita e collaborazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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