Englaro: "La proposta di legge è il regalo più grande di mia figlia Eluana"

Beppino attende da 25 anni una norma sul fine vita. «È una risposta che il Parlamento deve a tutti i cittadini»

UDINE. Che il Parlamento debba affrontare la questione e varare una legge a Beppino Englaro è chiaro, da un quarto di secolo, il tempo che ha trascorso a far valere il diritto di sua figlia Eluana a decidere della sua vita.

E il Parlamento sembra pronto, perché a marzo la legge su fine vita e biotestamento approda alla Camera, per la prima volta.

Englaro non fa una piega, spera in una norma semplice, dice che lui non ha più bisogno di nulla per audeterminarsi, per decidere della sua vita, conscio che la legge sarà per i cittadini. Ma di un fatto è convinto. Se il Paese è arrivato a una svolta, beh, «un regalo più grande a tutti Eluana non poteva farlo», dice Englaro.

«La vicenda di mia figlia ha fatto capire che il nodo riguarda tutti e che va data una risposta. La magistratura – dice Englaro – ha già risposto, adesso tocca alla politica. Le due famose sentenze (Cassazione e Corte d’Appello di Milano) sono per me la traccia per legiferare in maniera costituzionale, perché in quei documenti ci sono tutti gli elementi per una legge costituzionale, sarà sufficiente che il Parlamento voglia farlo, nell’interesse dei cittadini perché il cittadino vuole sapere fino a che punto si può autodeterminare con una legge ad hoc, che deve essere semplice e chiara e deve consentire a chi lo vuole di essere libero di scegliere per sè».

Anche adesso è possibile, ricorda Englaro che per sè ha sottoscritto un testamento biologico, «ma ci vuole un approfondimento non indifferente – spiega il padre di Eluana – e, doverlo dire è banale, con una legge sarebbe tutto più facile».

Non ha aspettative Englaro, non certo per sè. «Mi auguro che il Parlamento faccia le cose come vanno fatte. Ho perso un quarto di secolo per far valere libertà e diritti, io non ho più bisogno di nulla per autodeterminarmi e ciò che è accaduto con la vicenda di Eluana adesso serve agli altri, un regalo più grande a tutti Eluana non poteva farlo».

Facile immaginare che nei giorni in cui la legge sarà discussa, in Aula e fuori sarà bagarre, tra favorevoli e contrari. Englaro non teme strumentalizzazioni. «La vicenda di Eluana è inattaccabile, dimostra che un cittadino qualunque può esercitare libertà e diritti fondamentali e chi glieli nega deve risponderne.

La storia di mia figlia ha anche dimostrato la capacità di saper andare oltre. Ho trovato sorprendente – esplicita Englaro – che persone qualunque com’era la mia famiglia, avessero le idee così chiare eppure si trovassero davanti il deserto, lo zero assoluto.

Dopo un quarto di secolo sono arrivato alla fine dell’inizio, perché tutto quello che dovevo portare avanti è stato fatto e adesso l’inizio riguarda gli altri, tutti i cittadini, perché i cittadini possono fare molto per far cambiare le cose. Tutti quelli che si sono scatenati contro la vicenda di Eluana non hanno saputo rispettare lei e la sua famiglia. Perché, lo ripeto, il diritto di Eluana non era contro nessuno, ma per sè stessa.

Chi può decidere della vita di un altro? Chi si scaglierà contro una legge sul fine vita, cos’ha contro chi vuole esercitare la propria libertà e i propri diritti fondamentali? Si faccia avanti chi ha potere di disporre di altre vite. Nella vicenda di Eluana ci siamo assunti le nostre responsabilità alla luce del sole, questo ha dato fastidio. La legge servirà affinché non ci siano più altri casi Eluana», chiude Englaro.

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