Candidatura Unesco, da Roma il via libera a Palmanova

La candidatura transnazionale “Le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo" comprende la città stellata, Bergamo, Venezia, Peschiera del Garda oltre ad altri complessi fortificati di Croazia e Montenegro

PALMANOVA. Via libera alla candidatura Unesco di Palmanova.

La candidatura transnazionale “Le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo" , comprendente la città stellata, Bergamo (comune capofila dell'iniziativa), Venezia, Peschiera del Garda oltre ad altri complessi fortificati di Croazia e Montenegro, ha ottenuto, questa mattina, giovedì 22 gennaio, il via libera della Commissione nazionale Unesco.

La candidatura rappresenterà pertanto l'Italia a Parigi.

Il dossier scientifico che accompagna la richiesta di riconoscimento a patrimonio dell'umanità , contenente le caratteristiche di tutti i centri coinvolti, ma anche il loro programma di sviluppo, tutela e valorizzazione, sarà ora esaminato a Parigi.

La candidatura di Palmanova, assieme alle città partner italiane, croate e montenegrine, ha avuto la meglio su quella, last minut, della città industriale di Ivrea.

Il sindaco. «Da ora inizierà un nuovo rinascimento per Palmanova. Abbiamo fatto i passi giusti e creduto fin dal primo momento in questa candidatura, coinvolgendo la comunità, regionale e comunale, non lasciando nulla di intentato».

È il commento del sindaco di Palmanova, Francesco Martines, all'avvio dell'iter per il riconoscimento come patrimonio Unesco dei siti difensivi veneti, che ha come capofila Bergamo.

«Non posso che ringraziare la presidente Debora Serracchiani - prosegue Martines - per il suo grande impegno al nostro fianco e per essersi spesa a livello nazionale e internazionale con i nostri partner croati e montenegrini. Un percorso lungo e non sempre semplice, iniziato nel luglio 2011, con l'incontro a Cividale con Manuel Guido del Mibact, presentato dall'onorevole Carlo Monai e proseguito con la prima grande pulizia dei bastioni, grazie al Direttore della Protezione Civile Guglielmo Berlasso e i 4.000 volontari.

Un grande progetto culturale e politico che esprime la sua valenza maggiore nell'internazionalità e nell'apertura a quei Paesi dell'Est che guardano all'Europa del futuro».

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