Ruotolo vive chiuso in caserma

Passa il tempo libero barricato in camera. Ha chiesto il dissequestro dell’auto

Passa le sue giornate barricato in caserma. Mette fuori il naso dal portone della Mittica di rado, solo se accompagnato in auto, perché è terrorizzato dall’idea di essere preso d’assalto dai giornalisti. Dai commilitoni, per una cena in compagnia, il sabato sera, oppure dal suo legale di fiducia Roberto Rigoni Stern, quando capita in città. Giosuè Ruotolo, indagato per il duplice omicidio di via Interna, ha passato gli ultimi mesi praticamente in clausura.

Una quotidianità scandita dalla routine militare: l’alzabandiera con l’inno nazionale che risuona dagli altoparlanti in cortile, il disbrigo delle pratiche alle quali è di norma assegnato dal lunedì al venerdì – Giosuè è un tecnico che si occupa di telecomunicazioni, impianti e ponti radio – e ancora i corsi di formazione e gli addestramenti specifici. Colazione, pranzo e cena in mensa. Domeniche sospese.

Il 26enne di Somma Vesuviana finisce di lavorare alle 17 e si ritira in camera. Poi c’è il nulla. Ore e ore da riempire prima di prendere sonno. Di che cosa? I suoi unici svaghi sono la lettura e i videogame. Con l’iPad, nella sua stanza, gioca spesso online. Le sole persone con le quali parla al telefono sono l’avvocato, i familiari e qualche volta la fidanzata Rosaria Patrone, 24 anni. I contatti fra di loro, necessariamente, si sono diradati. Ma i due giovani si amano ancora.

Il momento più duro è il fine settimana, quando non c’è nemmeno il conforto della routine lavorativa che stempera la solitudine e il tedio. In qualche rara occasione Giosuè esce con i suoi commilitoni: dieci giorni fa è andato al ristorante, era felice che i suoi compagni di caserma lo avessero coinvolto. Il giovane racconta che attorno a lui alla Mittica c’è un clima di solidarietà.

Ruotolo ha chiesto il dissequestro della sua Audi A3, perché vorrebbe ritornare in palestra, a fare un po’ di sport. Non osa però uscire a piedi. Ora il giovane militare è a Napoli per una licenza di tre giorni, per poter partecipare alle esequie del nonno, spirato dopo una malattia. Ritornerà oggi a Pordenone.

(i.p.)

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