Profughi, un business da 46 milioni di euro

I fondi di Ue e Stato per l’accoglienza. Torrenti: il sistema di ospitalità può creare mille posti di lavoro

TRIESTE. Per l’accoglienza dei profughi, l’Unione europea e il ministero degli Interni staccheranno, nel 2016, un assegno da 46 milioni di euro a beneficio del Friuli Venezia Giulia.

Questo fiume di denaro servirà a finanziare chi - Comuni soprattutto, ma anche associazioni, organizzazioni, strutture ricettive - si accolli l’onere, economico e gestionale, di ospitare i richiedenti asilo. Si tratta di una cifra previsionale, legata al numero di migranti presenti sul territorio.

Questo è il dato più significativo emerso ieri pomeriggio in Consiglio regionale, nel corso di una commissione speciale cui hanno preso parte gli assessori regionali Gianni Torrenti, titolare della delega all’immigrazione, e Paolo Panontin (Protezione civile) e i consiglieri della prima, quinta e sesta commissione.

Secondo il censimento dello scorso 25 gennaio, ha spiegato Torrenti, sono presenti 3 mila 306 profughi maggiorenni (mille 89 in provincia di Udine, 878 a Trieste, 634 a Pordenone, 705 a Gorizia), al netto dei minori non accompagnati, che sono 326. Ogni profugo maggiorenne costa quotidianamente 35 euro, contro i 54 euro dei minorenni (erano 45 euro). Il 95 per cento dei migranti in arrivo in Friuli Venezia Giulia proviene da Afghanistan e Pakistan. L’età media oscilla dai 15 ai 27/28 anni.

Colpisce il dato relativo al genere dei profughi: oltre il 95 per cento è di sesso maschile, cifra che ha provocato una piccola discussione in aula, sollevata da Sibau (Autonomia responsabile) che, memore delle violenze di Colonia nei confronti delle donne, ha posto l’accento sui problemi legati alla sicurezza pubblica da garantire, in modo particolare, alle donne stesse.

Torrenti ha spiegato che, per l’accoglienza dei profughi maggiorenni, la Regione non sostiene alcun costo reale, visto che gli oneri finanziari sono a carico dell’Unione europea (per il 70 per cento) e del ministero degli Interni (30 per cento). Diverso il caso dei minori, per i quali la Regione stanzia 3 milioni di euro. Secondo l’assessore, questa cifra è ampiamente coperta dai finanziamenti complessivi: grazie allo statuto speciale, che prevede che i 9/10 dell’Iva restino in Friuli Venezia Giulia, i fondi nazionali ed europei assicurano alla Regione un tesoretto di qualche (si stima dai 5 ai 6) milione di euro. Per Torrenti il fenomeno migratorio può creare potenzialmente dai 500 ai mille posti di lavoro.

Numeri interessanti anche da Panontin: al capitolo sicurezza, la Regione ha investito 2,5 milioni di euro nel 2015, e altrettanti nel 2016. Fanno 5 milioni di euro per polizia locale, destinati all’acquisto di mezzi, videosorveglianza e altre spese correnti. Panontin ha ricordato che «queste spese non sono direttamente connesse all’arrivo di migranti in regione».

Quanto alla Protezione civile, il costo complessivo per adeguare caserme dismesse e altri fabbricati all’accoglienza, è di un milione 135 mila euro: 570 mila per la sola caserma Cavarzerani a Udine, 500 mila per l’ex caserma Monti a Pordenone, 65 mila euro per la casermetta di Romans d’Isonzo. I fondi sono anticipati dalla Protezione civile regionale, ma integralmente risarciti dallo Stato.

Complesso quantificare i costi provocati dai profughi per il sistema sanitario: il centrodestra predisporrà un’interrogazione ad hoc. La Regione intende creare tre nuove strutture per ospitare i minori: una a Trieste, due in «altre zone, ancora da chiarire». Infine, a Trieste verrà allestita un’ulteriore struttura per la prima accoglienza.

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