Il prefetto di Udine: chiudiamo il sottopasso in stazione

Dopo il reportage del Messaggero Veneto, sopralluogo di Zappalorto nel tunnel di via Cernaia diventato dormitorio dei rifugiati: «Mai più questo degrado, situazione creata ad arte da chi vuole speculare»

UDINE. «Chiuderemo il sottopasso in stazione. Dobbiamo porre fine a questo degrado». Il prefetto di Udine Vittorio Zappalorto passa al contrattacco, deciso a dare una “stretta” «a una situazione – come lui stesso la definisce – creata ad arte politicamente da chi vuole crearsi un’immagine sulla pelle della povera gente».

Il reportage del Messaggero Veneto e le immagini di sporcizia e rifiuti nel sottopasso che collega viale Europa a via della Cernaia hanno colto nel segno. «Faremo in modo che non accada mai più» commenta il rappresentante del governo, che giovedì sera ha effettuato un sopralluogo in stazione.

Lo sgombero e le proteste

Nella mattinata di giovedì il Comune e Centostazioni, ognuno per il suo tratto di competenza, hanno sgomberato e ripulito il manufatto. Ma in serata i profughi sono tornati. Erano una quarantina e quando sono scesi nel sottopasso non hanno nascosto il proprio disappunto perchè coperte e cartoni erano spariti. La situazione a Udine in questi giorni è tornata ad aggravarsi, visto l’arrivo di nuove decine di profughi provenienti dall’Austria.

Il dormitorio messo a disposizione dalla Caritas in via Marangoni è pieno e l’ex caserma Cavarzerani attualmente accoglie 440 persone.

Non solo richiedenti asilo stazionano nel sottopassaggio. Come conferma il sindaco Furio Honsell, «in questi giorni si sono fermate lì anche alcune persone che stiamo seguendo attraverso i servizi sociali e altre già destinatarie di foglio di via che sono però già state allontanate».

Il sopralluogo del prefetto

Il prefetto Zappalorto ha voluto prendere coscienza con i propri occhi quanto accade ogni sera in stazione. «Non è la prima volta che lo faccio – ricorda –. Giovedì sera ero a Udine e la mattinata seguente sono partito per il confine di Tarvisio. Il mio compito è quello di monitorare. Ho potuto notare alcuni ragazzi, cinque o sei al massimo, che sono scesi dal treno e che poi sono stati agganciati da altri giovani. Non so dove li abbiano portati, se nel sottopasso, o in altre residenze».

Profughi, appello allo Stato: non bastano i volontari

Ma quel “modus operandi” non è proprio piaciuto al prefetto. «Questi rifugiati erano già stati segnalati a Tarvisio. Non possiamo permettere che una volta giunti a Udine vengano “agganciati” da volontari o facenti parte di qualche associazione. Cercheremo di organizzarci affinchè siano le forze di polizia, e in particolare la Polfer, ad accompagnarle nei posti adeguati e loro assegnati».

Il rischio è che il sottopasso torni, infatti, a breve, a ripopolarsi di decine di senzatetto, profughi afghani e pakistani soprattutto, ma non solo. E quindi la soluzione drastica sembra essere solo una, quella di «chiudere il collegamento perchè – continua Zappalorto – su questo degrado qualcuno sta cominciando a campare».

Il nodo della questione riguarda la proprietà del manufatto, in parte in gestione a Centostazione e per l’altra parte alla stazione delle corriere e al Comune. «Informerò di questa mia decisione innanzitutto il sindaco Honsell e poi convocherò le Ferrovie dello Stato. Chiuderemo i cancelli da dentro. Non possiamo più permettere che questa situazione si ripeta».

Lavori alla Cavarzerani

Continuano intanto i lavori per il completamento del secondo lotto della palazzina E all’ex caserma Cavarzerani dove troveranno alloggio i 150 richiedenti asilo ora ospitati nella tendopoli. «A metà maggio – conferma il prefetto –, tra mille peripezie dovute alla burocrazia, dovremmo essere pronti».

E poi c’è la novità rappresentata dall’ex caserma Friuli, che potrebbe fungere da secondo hub in città.

Lì sono già partiti i lavori di ripristino degli impianti idrici ed elettrici e all’inizio dell’estate, dopo una pulizia generale, «la struttura – conferma il prefetto Zappalorto – dovrebbe essere conclusa»

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