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Documenti sulla fossa comune, la Farnesina apre gli archivi

Corno di Rosazzo: l’assessore Torrenti a Roma per un incontro al Ministero degli Esteri. «Potranno essere finanziate anche ricerche sui fatti storici di quel periodo»

2 minuti di lettura

CORNO DI ROSAZZO. La Farnesina indagherà sulla fossa comune di Rosazzo e aprirà i propri archivi ai ricercatori fornendo ulteriori documenti inediti.

Diventa un caso nazionale la foiba della zona di Manzano. Martedì l’assessore regionale Gianni Torrenti ha incontrato un funzionario del Ministero degli esteri, il quale ha assicurato che la Farnesina è «perfettamente informata sulla vicenda e la sta seguendo con attenzione. Inoltre il ministero ritiene possano essere finanziate ricerche sui fatti di quel periodo storico».

Era stato ieri il consigliere regionale del Pd, Mauro Travanut a inviare un’interrogazione scritta allo stesso Torrenti. «Da oltre un mese - aveva detto Travanut - la Lega nazionale sta diffondendo gravi notizie sulla presenza di mattatoi, foibe e fosse comuni tra le colline di Manzano e dintorni.

Nessuno, però, nella zona ha mai denunciato la scomparsa di centinaia di persone a seguito di rastrellamenti scoperti dal presidente della Lega nazionale nonostante egli dichiari che «un paese intero era a conoscenza della strage».

La risposta non è tardata ad arrivare nel corso del consiglio regionale. È stata Sara Vito, al posto del collega Torrenti, non presente in aula in quanto impegnata a Roma, a spiegare che «sulla presenza di una foiba nella zona di Manzano, la Lega nazionale di Gorizia ha visionato i documenti relativi, in possesso della Farnesina; materiale che il ministero degli Affari esteri ha in copia conforme e provenienti dai Ministeri degli interni e della difesa e già per altro disponibili fin dagli anni ’70».

«Quindi il sodalizio giuliano – ha precisato l’assessore Vito – ha ritenuto di chiedere alla Regione, durante un incontro con l’assessore Torrenti, un intervento affinchè siano affidati gli approfondimenti a storici qualificati.

Torrenti, pur illustrando al presidente della Lega nazionale che spetta agli storici compiere le ricerche e conseguentemente - qualora si ritenesse che la qualità del materiale visionato sia di reale interesse - sarebbe opportuno il coinvolgimento dell’Università, ha ritenuto di informarsi sulla vicenda per quanto di propria responsabilità».

Detto fatto, l’assessore ha incontrato un alto funzionario della Farnesina, constatando che il ministero degli Esteri segue con attenzione la vicenda e ritiene che possano essere finanziate all’interno delle leggi nazionali vigenti, progetti di ricerca sui fatti di quel periodo storico. Inoltre il ministero può mettere a disposizione dei ricercatori ulteriore materiale finora non accessibile e mai catalogato o esaminato.

Per la Lega nazionale la decisione della Farnesina rappresenta «la svolta auspicata». «Siamo contenti – commenta il presidente, Luca Urizio – perchè la nostra ricerca ha portato a spalancare importanti porte. Da un lato siamo rimasti amareggiati per alcune affermazioni dell’Anpi, dall’altro abbiamo deciso di mettere a disposizioni degli storici e degli studiosi le carte in nostro possesso a seguito di accordi che verranno presi con la Regione».

Ulteriori colpi di scena potrebbero arrivare il 24 marzo, quando è in programma un convegno da parte della stessa Lega nazionale. «Forniremo altri documenti – anticipa Urizio – in nostro possesso e tenuti fino a ora segreti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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