Dal circo Orfei a una panchina, si è spento Francesco Poveromo

Udine, il ricordo le portantine dell’ospedale che, per un certo verso, lo avevano adottato

UDINE. Tra pochi giorni avrebbe ottenuto un nuovo alloggio dal Comune, ma il cuore malato di Francesco Poveromo, disoccupato sessantunenne , ha smesso di battere giovedì sera.

Chi lavora in ospedale spesso lo notava seduto davanti al parcheggio in via Colugna. Di solito leggeva. Era li praticamente dal 2012, da quando aveva perso il lavoro.

«Si appostava sul piccolo ponticello che collega il parcheggio di via Colugna con il padiglione delle mediche. Si metteva sul quel ponticello ma non ha mai preteso niente da nessuno; stava li non chiedeva e nemmeno pretendeva», ricordano le portantine dell’ospedale che, per un certo verso, lo avevano adottato.

«Lì – raccontano –, piano piano, è entrato a far parte delle nostre vite. In punta di piedi e diventato per qualcuno un padre per le più giorvani un nonno. Aveva sempre una parola di conforto per noi. Sempre pronto a tirarci su. Da tempo era riuscito grazie a delle colleghe ad entrare in Facebook. Cosi era riuscito a ritrovare amici d’infanzia e parenti. Ogni mattina – raccontano ancora le portantine – entrava sul social e scriveva il suo buongiorno a tutti. Era diventata la nostra mascotte. Nel nostro piccolo noi lo aiutavamo. Lui ci chiamava “le sue dolcezze”».

«Aveva lavorato tanti anni al circo Orfei – racconta Liousy, Maria e Donatella –. Poi le vicessitudini della vita lo avevano portato a trasferirsi a Udine. Era un uomo fantastico; una persona buonissima. Aveva avuto un altro arresto cardiaco tempo fa che aveva superato».

Al suo risvegli in terapia intensiva lui aveva chiesto delle sue portantine, la sua preoccupazione era avvertire le sue portantine.

«Era diventato parte di noi, diceva sempre che eravamo la sua famiglia.Ogni mattina veniva nei sottorranei del padiglione mediche per salutarci e per bere il caffe.Sul telefono aveva messo come sfondo un selfie di lui e delle colleghe e spesso, ridendo, ci diceva di non essere gelose e di non litigare».

Pugliese di origine era a Udien da 24 anni: «C’era caduto per sbaglio in quel suo mondo, ma quel mondo non gli apparteneva».

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