La banca applica troppi interessi: impresa risarcita con 1,2 milioni

Udine, il Tribunale condanna Bnl: cancellato il debito e oneri da restituire a Clocchiatti. Le risorse saranno destinate ai creditori visto che l’azienda è in concordato

UDINE. Vittoria bis, a oltre due anni di distanza, dell’impresa Clocchiatti in Tribunale contro un istituto di credito.

La sentenza del giudice civile Sergio Carnimeo, depositata giovedì, condanna la Banca nazionale del Lavoro a pagare all’impresa di costruzioni in concordato preventivo dal 2011, oltre 700 mila euro per anatocismo (tecnicamente gli interessi bancari sugli interessi, ndr).

Inoltre il giudice ha ritenuto che non esista alcun credito della Bnl (preteso con un decreto ingiuntivo) nei confronti della società, quantificato in 500 mila euro. Un “colpo” quindi da 1,2 milioni di euro, denaro che andrà tutto a disposizione dei creditori nell’ambito del concordato.

La Clocchiatti di Povoletto aveva già vinto un’analoga battaglia legale nei confronti della Banca popolare di Verona, ottenendo un rimborso complessivo di oltre 430 mila euro, che risale al novembre del 2013. Sempre soldi che l’istituto di credito aveva percepito sotto forma di interessi anatocistici.

Al centro di questa come delle analoghe vertenze, la capitalizzazione degli interessi bancari passivi su base trimestrale e la richiesta della difesa di accertarne e dichiararne la nullità, l’inefficacia e l’annullabilità. Istanze che il giudice ha accolto.

Ma non è finita qui. Qualche mese fa è andata a buon fine pure una transazione con un gruppo di rilevanza nazionale. In quel caso la banca, evitando di arrivare a sentenza, rinunciò a circa 870 mila euro che aveva chiesto con decreto ingiuntivo e corrispose all’imprese friulana un milione di euro a chiusura del contenzioso.

Tuttora a Udine sono in piedi ulteriori 5 cause identiche in attesa della pronuncia del giudice, mentre altre partiranno verso nuovi istituti. In pratica l’azienda edile si è opposta a tutte le banche con le quali aveva rapporti (mutui, conti correnti, depositi) e in questa battaglia è stata assistita dallo studio legale Grasselli Boggiani di Reggio Emilia.

L’impresa Clocchiatti, storico marchio delle costruzioni in Friuli, da ormai 5 anni è in regime di concordato preventivo con cessione dei beni, il che significa che ha messo a disposizione dei creditori tutto il patrimonio immobiliare con lo scopo di ripianare la situazione debitoria. Il commissario giudiziale incaricato dal Tribunale di seguire la procedura concordataria è la dottoressa Doretta Cescon.

In concomitanza al deposito della domanda di concordato, siamo nel 2011, le banche iniziarono a notificare decreti ingiuntivi alla società. La Clocchiatti si oppose a tutti i decreti ricevuti, citando a sua volta le banche per anatocismo.

Gli introiti di denaro ricevuti nel frattempo grazie alle prime tre cause definite (circa 3,5 milioni di euro) fanno dunque sperare in un compimento positivo del concordato, anche perchè i consulenti tecnici incaricati hanno già riconosciuto importi molto elevati (tra i 2 e gli 8 milioni di euro) a favore dell’impresa friulana.

Inoltre il patrimonio immobiliare (uffici, sedi, terreni, capannoni) messo a disposizione per i creditori è stato a oggi in minima parte venduto, vuoi per la stagnazione del mercato, vuoi per procedure di vendita che spesso non sono facilmente individuabili dai privati (bandi e avvisi di asta).

Soddisfazione, naturalmente, dal quartier generale della Clocchiatti per come stanno andando le cose nelle aule del Tribunale e per la possibilità concreta, una volta incassate tutte le somme oggetto di causa, di onorare i debiti con i creditori.

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