Rabbia degli azionisti: "Sventati 100 suicidi"

Le testimonianze sul dramma di chi ha perduto ogni cosa. Una pensionata: andiamo a prenderci le tenute di Zonin

VICENZA. Da una pensionata di Chiuppano, che prende 680 euro al mese, arriva la proposta più originale: «Andiamo a riprenderci le tenute di Zonin».

E Zonin, uno dei viticoltori più importanti d’Italia, di tenute solo per restare in Friuli ne ha di vastissime, pari a 700 ettari. I soci che hanno preso la parola ieri in Fiera a Vicenza, per l’assemblea della Popolare, erano molti meno che a Gambellara il 5 marzo scorso, ma la rabbia è la medesima di tre settimane fa.

«Con l’aumento di capitale del 2014 ci hanno quasi costretto ad acquistare le azioni senza che i dirigenti si siano tagliati lo stipendio, mentre la maggioranza di noi è rovinata: è una vergogna - ha spiegato Margherita Toniolo, uno dei tanti piccoli soci della Banca Popolare di Vicenza, i cui risparmi sono stati bruciati dalla precedente gestione -. All’ex presidente Zonin avete dato un milione di euro, ora tutte le sue tenute devono essere redistribuite a noi che abbiamo perso il capitale».

E poi rivolta al nuovo presidente: «Dolcetta mi sono informato su di lei, mi sembra una persona perbene, mi raccomando non si sporchi in futuro». «Il bilancio 2015 è anomalo, chiude con una perdita mostruosa, in un anno in cui il sistema bancario italiano ha chiuso in utile - ha dichiarato Riccardo Rocca, azionista di Milano - Le perdite forse sono maturate negli anni passati e opportunamente nascoste.

Bisognava scrivere una rettifica dei bilanci passati, non mettere tutte le perdite in questo bilancio: questo ci permette di chiedere il risarcimento danni». L’azione di responsabilità, poi votata, è il filo conduttore di molti interventi.

«Ipotizziamo anche il reato di estorsione per chi è stato costretto ad acquistare azioni - ha spiegato l’avvocato Bruno Barbieri del Codacons - Non esiste solo l’azione collettiva in sede penale, c’è anche un’altra via poiché non è stata rispettata la normativa europea Mifid, che valuta la situazione peculiare di ogni cliente: si può arrivare all’annullamento del contratto e la banca deve restituire i soldi».

«Il 2014 si è chiuso con una perdita di 758 milioni e al cda sono andati 4,6 milioni, al top management 4,9 milioni, mentre Sorato sosteneva che il nostro gruppo era tra le principali banche per attivi e solidità patrimoniale - è la critica di Giuliano Xausa, segretario Fabi - . Ora si votano 1,5 miliardi di perdite e nessuna riduzione dei compensi: chiediamo restituiscano i compensi ricevuti, o si vada a recuperarli con tutti i mezzi.

Delirio di onnipotenza? Io credo solo vergogna. I 5.500 dipendenti non prendono la quota di retribuzione legata alla produttività da 5 anni e sono mille euro annui».

Per Luigi Ugone (Associazione Noi che credevamo nella Pop di Vicenza) «gran parte della causa delle perdite è seduta nel cda». «Andremo avanti con le azioni di responsabilità, anche contro le autorità di vigilanza - prosegue Ugone - Questa banca verrà smembrata dalla finanza, bruciato il 90% del valore della banca sull’altare della borsa».

Le associazioni raccontano poi la disperazione dei piccoli soci, che hanno perso tutto. «Abbiamo salvato più di 100 persone, che volevano suicidarsi a causa di questi “piccoli” problemi», ha raccontato all’assemblea Patrizio Miatello, rappresentante del Coordinamento don Enrico Torta, parlando della disperazione di alcuni azionisti a causa del crollo del valore dei titoli.

«Far avere giustizia ai risparmiatori traditi vuol dire far valere le responsabilità degli amministratori, degli organi di controllo interno ed esterno, dei periti e degli organismi di vigilanza - ha detto a margine dell’assemblea la presidente di Federconsumatori Fvg Barbara Puschiasis -. Vuol dire giungere al sequestro dei beni dei possibili responsabili di questo disastro che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie e aziende nonché l’intera economia del nostro territorio».

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