Inventato da un udinese “l’occhio” che cura i tumori

Il chirurgo Giancarlo Tirelli ha già sperimentato su 60 pazienti la nuova tecnica. Un videoendoscopio con la microchirurgia rimuove le neoplasie da testa e collo

UDINE. È udinese l’uomo che ha rivoluzionato le tecniche di intervento sui tumori alla testa e al collo nel mondo.

Si tratta del chirurgo udinese Giancarlo Tirelli, stelliniano, 52 anni, dirige la Clinica otorinolaringoiatrica degli ospedali riuniti di Trieste e ha ideato un metodo che impiega un “occhio elettronico” capace di individuare il tumore nella primissima fase, quando non è visibile a occhio nudo abbinandolo alla chirurgia mininvasiva attraverso la bocca o le narici per rimuoverlo con massima precisione.

L’annuncio, in occasione della II giornata mondiale di prevenzione otorinolaringoiatrica che sarà celebrata domani, apre nuovi scenari nella lotta contro queste patologie.

«Sto applicando la tecnica con successo da circa un anno e mezzo – conferma il professor Tirelli – circa una dozzina i casi pubblicati e una sessantina i pazienti già trattati.

Per avere la garanzia scientifica è necessario attendere cinque anni e verificare il numero di recidive che, solitamente in questo settore sono del 50 per cento, ma la nuova tecnica consente di eliminare tutte le aree displasiche e rimuovere i nidi cellulari localizzabili fino a sei o sette centimetri dal tumore primario, visto che queste neoplasie si originano da molti focolai di cellule geneticamente alterate». Questo significa che con questa tecnica le percentuali di sopravvivenza dei malati potrebbero aumentare notevolmente.

Nel dettaglio il professor Tirelli utilizza la tecnica Nbi (Narrow band imaging), un sistema di video-endoscopia, che consente di identificare le alterazioni della mucosa in fase precancerosa, abbinato alla chirurgia microinvasiva. Così si riesce a eliminare il tumore risparmiando i tessuti sani e a ridurre i rischi che il tumore di rigeneri o si ripresenti.

«In Italia non abbiamo la reale percezione dell’incidenza di questa malattia – osserva Tirelli – perché i tumori del distretto testa-collo che possono interessare naso, gola, guancia, lingua, laringe e ghiandole salivari, vengono considerati separatamente, in realtà – osserva ogni anno in Italia si registrano 12 mila nuovi casi, rappresentano la quinta neoplasia più diffusa e si stima che nel nostro Paese i pazienti colpiti da questa neoplasia siano 100 mila.

Il nord Italia è la zona in cui questi tumori sono maggiormente diffusi, con prevalenza nell’area Nord Est, in Friuli Venezia Giulia, infatti, si registrano 400 nuovi casi all’anno. Il principale fattore di rischio è il fumo, che diventa ancora più determinante quando si associa al consumo di alcol.

Altri fattori quali la scarsa igiene orale e l’esposizione tramite contatto sessuale al papilloma virus contribuiscono a favorire l’insorgenza in massima parte a livello dell’orofaringe, infatti la percentuale di tumori Hpv correlati è aumentato: nel 1980 solo il 16% dei pazienti con tumore alla gola risultava Hpv positivo, negli anni 2000 la percentuale è salita al 73%».

Riconoscere precocemente questi tumori è fondamentale anche se non è facile, perché rimangono a lungo asintomatici, una prevenzione con frequenti visite da dentisti e medici di base formati è quindi basilare».

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