Alleanza tra medici per nuove cure contro il cancro

Convegno-evento da venerdì per endocrinologi e oncologi Il dottor Grimaldi: team di esperti per terapie migliori

Per combattere i tumori complessi è indispensabile “un’alleanza tra medici”. È sulla base di tale convinzione che è stato organizzato per venerdì e sabato a palazzo Kechler il primo aggiornamento in endocrinologia oncologica cui parteciperanno 25 esperti. Il meeting ideato dall’Ame (Associazione italiana medici endocrinologici) e dal dottor Franco Grimaldi, direttore del reparto di Endocrinologia e malattie del metabolismo - nutrizione clinica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia e professore di Endocrinologia dell’università di Udine, sarà un momento di incontro tra la figura dell’endocrinologo e quella dell’oncologo. L’obiettivo è permettere un confronto tra i principali esperti internazionali nella ricerca clinica.

L’endocrinologia oncologica è una disciplina medica che studia i tumori che si sviluppano nel sistema endocrino e le interazioni tra ormoni e neoplasie e, nel corso dell’evento, verranno analizzate alcune neoplasie che presentano aspetti endocrini: i tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici, i tumori ipofisari e della tiroide e saranno presentati i trial sui nuovi farmaci. «Negli ultimi anni in campo endocrinologico e oncologico sono stati compiuti notevoli progressi – sottolinea Grimaldi coautore di un documento internazionale sulla diagnosi dei tumori neuroendocrini.

Durante il convegno saranno approfondite le interazioni tra diabete e tumori la cui gestione presenta notevoli difficoltà e richiede una continua sinergia tra team diabetologico, team oncologico e assistenza territoriale per integrare le conoscenze scientifiche, migliorare la collaborazione e programmare le attività in coerenza con il fabbisogno e le potenzialità della Regione.

Tra i soggetti affetti da patologia oncologica e ospedalizzati, la prevalenza del diabete è la più elevata rispetto la popolazione generale e i dati della letteratura riportano una prevalenza di iperglicemia del 38% tra le persone degenti. In un terzo dei pazienti, l’iperglicemia è la conseguenza dei trattamenti antitumorali o delle terapie di supporto in particolare quella cortisonica. La coesistenza di diabete porta a un incremento del rischio di mortalità per numerose patologie tumorali e pone problemi complessi relativi alla gestione clinica, per esempio l’obiettivo del controllo dell’iperglicemia.

Tra i principali farmaci utilizzati nel trattamento dei tumori neuroendocrini si segnala il Pasireotide, un potente inibitore dei recettori della somatostatina e l’Everolimus ma entrambi possono avere effetti collaterali importanti tra cui un incremento della glicemia fino a un diabete conclamato. L’endocrinologo che si occupa della cura dei tumori neuroendocrini deve acquisire competenze adeguate al riconoscimento e trattamento degli effetti delle terapie anti tumorali, in un’ottica multidisciplinare con un team diabetologico esperto nella gestione del problema metabolico di pazienti fragili.

Un’ulteriore problema che interessa i pazienti affetti da carcinoma della prostata o della mammella è l’insorgenza dell’osteoporosi secondaria alle terapie adiuvanti (antiandrogenica nei maschi e anti estrogenica nelle femmine), impiegate per ridurre l’aggressività del tumore. L’osso subisce un continuo e bilanciato processo di rimodellamento che permette il suo costante rinnovamento. Le terapie adiuvanti, operando il cosiddetto “blocco ormonale”, sono in grado di generare uno squilibrio del naturale rimodellamento osseo, inducendo un’eccessiva attività di “distruzione” che genera una perdita di massa ossea con comparsa di osteoporosi. In presenza di tale condizione, ottimi risultati sia in termini di rallentamento della perdita di osso, sia sulla riduzione del rischio di fratture, sono stati ottenuti con il Denosumab, un farmaco che frena le cellule deputate a “distruggere” l’osso e l’utilizzo di tale farmaco ha determinato un importante beneficio nel trattamento dell’osteoporosi da terapia adiuvante.

Si conferma pertanto il ruolo fondamentale dell’endocrinologo nella gestione delle patologie oncologiche e in particolare la Struttura operativa complessa di Endocrinologia e malattie del Metabolismo di Udine si interessa di un gruppo di tumori complessi (neuroendocrini ) rari ma non imbattibili anche con la recente attivazione del Gruppo multidisciplinare tra le diverse strutture specialistiche che si occupano di questa patologia: oncologia, chirurgia, medicina nucleare, gastroenterologia, pneumologia, radiologia. «Seppur rare – conclude il dottore Grimaldi – queste patologie possono essere curate con la corretta terapia, prolungando la sopravvivenza del paziente con un miglioramento della qualità di vita ed è fondamentale che più specialisti lavorino in team per tracciare il percorso diagnostico-terapeutico migliore».

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