Sbarchi al sud Italia, la promessa del Pd: "Nessuno in Friuli"

Rosato assicura che non verrà intaccata la quota del Fvg. Torrenti: dobbiamo già fare fronte agli arrivi dall’Austria

TRIESTE. La stretta austriaca, l’avvicinarsi dell’estate e gli sbarchi al sud che continuano ad aumentare, rafforzano il timore di un arrivo di massa dei profughi in Italia tanto da spingere il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ad ammettere come questa sia «una situazione non certo facile e che potrebbe diventare più complicata nelle prossime settimane».

Nel caso di un balzo in avanti – notevole – dei flussi, anche il Fvg potrebbe essere chiamato a fare di più sul tema dell’accoglienza, ma dal Pd – per bocca del capogruppo alla Camera Ettore Rosato e dell’assessore regionale Gianni Torrenti – si getta acqua sul fuoco con due rassicurazioni: il mantenimento della quota del 2,19% dei richiedenti asilo assegnati alla regione e il “no” all’invio dei profughi dal sud Italia, considerato come il Fvg debba fare i conti con gli arrivi giornalieri dalla Carinzia.

«La nostra posizione con l’Austria – ha detto Rosato – resta molto attenta a evitare che le frontiere vengano chiuse unilateralmente visto che sarebbe in contrasto con tutti gli accordi stretti in sede europea. Il flusso di migranti coinvolge tutto il Paese, non soltanto il Fvg, ma per quanto riguarda la regione il nostro obiettivo è quello di mantenere inalterata la quota assegnata dal Viminale soprattutto per una questione di equilibrio territoriale».

Una posizione, questa, ribadita anche da Torrenti. «Da inizio anno sono arrivati in Fvg – ha spiegato – circa 1.300 nuovi richiedenti asilo (al netto dei 450 che respinti alla frontiera dalle forze dell’ordine ndr) che ci hanno creato qualche problema di gestione considerato come la regione, attualmente, si faccia carico di un migliaia di persone in più rispetto a quanto stabilito dal ministero dell’Interno.

Abbiamo chiesto a Roma di accelerare i trasferimenti fuori regione, ma è chiaro che, con gli sbarchi degli ultimi giorni al sud, il processo abbia subito un rallentamento. Quello che è certo, però, è che il Fvg, vista la situazione attuale e la collocazione geografica al confine con l’Austria, non sarà interessato dall’invio di profughi sbarcati al sud».

E se per quanto riguarda il ritardo dei pagamenti alle associazioni di volontariato Torrenti spiega che la Regione sta premendo su Roma, per evitare il ripetersi delle scene dello scorso anno in caso di arrivi di massa, con centinaia di profughi ammassati nei parchi pubblici, l’assessore ha le idee chiare.

«Visto che la gran parte di loro ormai arriva a Udine dal Tarvisiano – ha concluso :–, l’unica soluzione è quella di rendere l’ex caserma Cavarzerani estremamente permeabile. Riuscire, cioè, a trasferire altrove i profughi nel momento in cui la struttura raggiunge il 50% della capienza, in modo tale da avere sempre una sorta di valvola di sfogo per la prima accoglienza dei nuovi migranti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Variante sudafricana, l'Oms: "Ci vorranno settimane per capirne l'impatto"

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi