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«Atto vergognoso, ma non ci lasciamo intimorire»

Spanghero (Anpi): sfregio alle donne non solo della Liberazione. «Continueremo a festeggiare il 25 aprile e a diffonderne i valori»

2 minuti di lettura

UDINE. «Un atto vergognoso, di stampo fascista e che si commenta da solo. Festeggeremo comunque alla grande il 25 aprile, per affermare quei valori di libertà, democrazia e civiltà figli della Resistenza che sembrano passare un po’ troppo sopra la testa di questi ragazzi».

Il presidente provinciale dell’Anpi Dino Spanghero, all’indomani dell’episodio di piazzale Cavedalis, dove martedì pomeriggio alcuni appartenenti al movimento Lotta Studentesca hanno allestito un vero e proprio cimitero intorno al Monumento in memoria alle donne della Resistenza friulana, non intende farsi intimidire e, nell'esprimere sdegno e dispiacere per il gesto, assicura che la provocazione non minaccerà in alcun modo la celebrazione della giornata della Liberazione.

«Ci sono molti modi per esprimere e far valere le proprie opinioni – osserva Spanghero – ma questo gesto rappresenta uno sfregio alle donne non solo della Resistenza ma dell’intera società civile».

Quel che genera ancor più dispiacere e rabbia nel presidente dell’Associazione è, però, il tentativo di ribaltare il senso della storia.

«Sembrerebbe quasi, ora come ora, che i partigiani siano i carnefici e i nazifascisti le vittime - sottolinea Spanghero -. Ma noi, anche di fronte a questo episodio, rimaniamo con la barra dritta e non ci arrendiamo. Continueremo a festeggiare il 25 aprile e a diffondere nelle scuole e ai ragazzi il messaggio che ci hanno lasciato in eredità i tanti partigiani morti per la Resistenza».

Il presidente dell’Anpi era stato avvertito solo mercoledì in mattinata della provocazione messa in piedi dal movimento studentesco che si identifica con la “costola” più giovane di Forza Nuova.

«Intorno alle 10 è arrivata una telefonata anonima alla nostra sede - informa il presidente -, in cui ci hanno dato notizia che in piazzale Cavedalis erano state piantate cinque croci nell’area verde che fa da cornice al monumento».

Assieme alle croci di legno, le immagini di alcune donne fucilate, imprigionate e umiliate dai partigiani, unitamente a quella del giovane seminarista, corredate da alcune brevi didascalie. «È preoccupante che, anche se in maniera limitata, l’episodio metta in luce che alcuni giovani ragionano in questo modo - sono state le parole di Spanghero -. A mio parere le idee, qualsiasi esse siano e da dove provengano, vanno sempre rispettate. Ma la storia merita altrettanto rispetto».

E la storia, in questo caso, ha già dato - secondo Spanghero - il proprio giudizio in merito ai movimenti fascista e nazista. «Spero, su questo aspetto, siamo almeno tutti d’accordo nella nostra Repubblica - ribadisce infine -. Detto questo, non ci lasceremo intimorire da un gruppo di ragazzi con un’idea distorta del fascismo, o da chi si è messo in testa di minacciare il 25 aprile. Onoreremo questa giornata come merita. Anzi, quest’anno la festeggeremo alla grande».

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