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25 aprile, la Lega nazionale: «Per Gorizia non è festa»

Urizio: «No a cerimonie a senso unico, si celebri il 12 giugno come a Trieste» L’Anpi ha reso noto il programma delle commemorazioni: si parte dal carcere

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«A Trieste passa sotto silenzio la ricorrenza del 25 aprile e si commemora invece il 12 giugno, fine dei 40 giorni e vera liberazione ed è questo il proposito della Lega Nazionale anche a Gorizia, pur comprendendo i cittadini che esporranno la bandiera per la liberazione del resto del Paese e per i simboli di uguaglianza e libertà che essa ricorda». A dirlo, alla vigilia della festa della Liberazione, è il presidente della Lega Nazionale isontina, Luca Urizio, che punta il dito contro le celebrazioni dell’Anpi per il 25 aprile. «Sono passati 71 anni da quel 25 aprile 1945 e anche quest’anno, è facile prevederlo, avremo manifestazioni, cortei, discorsi, quasi sempre improntati a senso unico per celebrare questa data che ricorda la liberazione dal fascismo e dal nazismo, ma purtroppo anche la brutale occupazione delle truppe comuniste del maresciallo Tito con la volontà non di liberarci dai nazisti bensì quella di annettere alla Jugoslavia il Friuli Venezia Giulia con la collaborazione dei partigiani comunisti italiani filo titini - indica Urizio -. Per snazionalizzare Gorizia dal 2 maggio iniziò il rastrellamento di tutti coloro che potevano rappresentare un pericolo per le aspirazioni annessionistiche di Tito e tra questi la burocrazia goriziana e chi aveva manifestato con eccessivo entusiasmo la propria italianità». Come ricordato dal presidente della Lega Nazionale, «665 goriziani pagarono con la deportazione e la vita a guerra finita dopo il 25 aprile il loro amore per l’Italia». Secondo Urizio, «in questa ricorrenza ricordiamo tutti coloro che hanno subito torti, atti di violenza e soprusi ed in particolare la comunità ebraica ma anche quella slovena. Siamo vicini a quegli eroi che hanno liberato il suolo patrio e ricordiamo i giovani della X Mas che hanno imbracciato il fucile per un atto di amore verso l’Italia ma condanniamo chi lo ha fatto per sottoporci ad un regime diverso. C'è invece la speranza di una pacificazione che un giorno dovrà esserci, la speranza di un' Italia non più divisa nell'animo e nello spirito, ma raffratellata, concorde. Così oggi, trascorsi 71 anni si dovrebbe celebrare il 25 aprile e la ricorrenza acquisterebbe senso, valore, così va costruita l'Italia del futuro».

Intanto l’Anpi ha reso noto il programma delle iniziative di lunedì: alle 8 i partecipanti si ritroveranno all’esterno del carcere, mentre alle 8.20 un momento di riflessione sarà ospitato nel cortile delle milizie, in castello. A seguire, appuntamenti in stazione, a Piuma, Piedimonte, Sant’Andrea e al cimitero centrale.

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