Un’officina per ciclisti alla caserma Osoppo

Recuperare e ricondizionare la bici in disuso o abbandonata, effettuare la manutenzione della propria due ruote a pedali e magari, con un po’ di tempo, diventare un abile meccanico facendosi...

Recuperare e ricondizionare la bici in disuso o abbandonata, effettuare la manutenzione della propria due ruote a pedali e magari, con un po’ di tempo, diventare un abile meccanico facendosi affiancare da chi è più esperto.

È tutto pronto per l’inaugurazione della prima ciclofficina del Friuli, che domani, alle 17.30, aprirà ufficialmente i battenti in un apposito spazio dell’ex caserma Osoppo, concesso gratuitamente dall’amministrazione comunale ad aBicitUdine Fiab Udine. Voluto dall’associazione udinese che dal 2011 si batte per i diritti del ciclista urbano e per la promozione di un turismo lento e sostenibile, il progetto ha subito ricevuto il convinto supporto del Comune. L’assessore alla Mobilità e all’Ambiente, Enrico Pizza, ringrazia il circolo di Udine della Fiab per questa innovativa attività, che aggiunge un altro tassello nella costruzione di una mobilità più sostenibile, riprendendo esperienze di successo di altre città europee. Una collaborazione che, secondo Pizza, continuerà in vista dell’obiettivo del cosiddetto «50-25-25», ovvero la riduzione percentuale dell’uso dei mezzi privati e l’incremento di mezzi pubblici e bici.

Ma che cos’è e a che cosa serve una ciclofficina? Si tratta di un progetto sperimentale, con il quale aBicitUdine vuole, prima di tutto, creare uno spazio nel quale fare manutenzione e riparazioni, assistiti dai meccanici dell’associazione, alla propria bicicletta. Per questo la ciclofficina sarà, almeno in questa fase iniziale, aperta tutti i sabati pomeriggio a partire dal 28 maggio ai soci di aBicitUdine che vogliano usufruirne, magari sperimentando la propria abilità di meccanico con l’assistenza di persone più esperte. Oltre a ciò la ciclofficina vuole anche favorire la riduzione dei rifiuti attraverso il recupero e il ricondizionamento di biciclette in disuso o abbandonate, le quali daranno vita a una piccola "flotta" sociale per rispondere alle richieste di altre associazioni, gruppi, manifestazioni.

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