Patteggia tre anni per droga, scatta la confisca di auto e conto

Adottati per la prima volta provvedimenti patrimoniali nell’ambito di un’indagine sugli stupefacenti. Al termine di un’attività dei carabinieri tolti a un tolmezzino soldi per oltre 70mila euro e un’Audi A3

TOLMEZZO. Arrestato lo scorso novembre per droga, Eugenio Pozzi, 42 anni, residente a Tolmezzo, pochi giorni fa, il 3 maggio, ha patteggiato in primo grado la pena di tre anni. E per la prima volta la Procura di Udine, al termine di un’indagine patrimoniale eseguita dai carabinieri di Tolmezzo in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, ha avviato le procedure che hanno portato dapprima al sequestro e che porteranno alla confisca di soldi e di un’auto per un valore complessivo di oltre settantamila euro.

Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene (dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)

L’operazione dei militari era stata chiamata “The wall” e si era chiusa, sotto il coordinamento del pm Andrea Gondolo, con l’esecuzione di una misura cautelare a carico di Pozzi – ritenuto dagli investigatori l’organizzatore di un traffico di hascisc che dalla Lombardia arrivava in Carnia –, un arresto in flagranza, diverse denunce e numerose perquisizioni.

I carabinieri, guidati dal capitano Stefano Bortone, hanno lavorato per mesi avvalendosi sia di sofisticate tecnologie, sia dei “vecchi”, ma sempre validi sistemi investigativi dell’Arma. Ed è stato proprio nell’ambito di questa attività che, per la prima volta, la Procura di Udine, sotto la direzione del Procuratore Capo Antonio De Nicolo, ha disposto una approfondita indagine patrimoniale eseguita preventivamente, ovvero ancor prima di passare alle investigazioni vere e proprie.

È stato adottato lo strumento della Rogatoria internazionale che ha consentito dapprima di sequestrare preventivamente i conti correnti del quarantaduenne (anche in Austria, non solo in Italia, in tutto circa 70mila euro) e poi di ottenere la confisca degli stessi nel successivo dispositivo di sentenza.

Tali provvedimenti di natura patrimoniale – come si legge in una nota del Comando provinciale carabinieri – «consentiranno in futuro non solo di infliggere un duro colpo ai sodalizi criminali dediti allo spaccio di stupefacenti, ma anche di recuperare le spese di giustizia sostenute dalla Procura per la conduzione e la gestione delle indagini medesime».

Il patteggiamento del 3 maggio scorso, definito dal pm Gondolo e dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Giacomino Di Doi del foro di Udine, prevede anche una multa di 14mila euro, la confisca di 2.455 euro in contanti, di 18mila circa su conti correnti italiani e di una somma che non potrà essere superiore ai cinquantamila euro e di un’Audi A3 del valore di 11mila euro che, secondo gli inquirenti, era stata acquistata con gli illeciti proventi del traffico di stupefacenti.

Non si esclude che la difesa – che ieri non ha voluto rilasciare alcun commento sulla vicenda – possa presentare ricorso per Cassazione.

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