Bus di pellegrini friulani si schianta alle porte di Vienna, trenta feriti

Le immagini dell'incidente nelle foto della tv austriaca Orf (Einsatzdoku / Patrik Lechner)

Gravi incidente in Austria, tamponato un tir fermo sulla carreggiata. Sul pullman 46 viaggiatori di Udine, Gorizia e Cividale diretti in Polonia

CIVIDALE. Una comitiva di fedeli friulani appartenenti al Terz'Ordine francescano secolare è rimasta coinvolta, nella tarda mattinata, in un violento incidente stradale a circa 25 chilometri da Vienna: il bilancio è di una trentina di feriti, che tuttavia, complessivamente, hanno riportato conseguenze lievi; solo un paio i casi critici, limitati comunque alla frattura di arti.

Davvero un miracolo - considerando la potenza dell’impatto e le condizioni in cui, di conseguenza, la corriera si è ridotta - che non si debba piangere nessuno e che, appunto, la maggior parte delle persone a bordo del mezzo abbia subito solamente leggere contusioni.

Erano all'incirca le 12.20 quando il pullman su cui viaggiava il gruppo, partito alle 6.30 da Gorizia e diretto in Polonia, a Cracovia, si è schiantato contro un camion che si era improvvisamente arrestato lungo la carreggiata, in autostrada, a causa di un'avaria. L

'autista del bus non ha fatto in tempo a frenare e non è così riuscito a evitare l'impatto, che è stato devastante: dei 46 passeggeri, secondo le informazioni fornite dai diretti protagonisti della disavventura, appena 3 sono rimasti feriti in maniera abbastanza seria, accusando come detto la rottura di arti; altri 26, invece, sono stati penalizzati soltanto da botte ed escoriazioni.

Immediatamente soccorsi, gli infortunati sono stati ripartiti fra due ospedali della zona, dove sono stati sottoposti a tutte le cure necessarie e trattenuti fino a sera; quanti, invece, erano rimasti illesi sono stati affidati alla Croce rossa, in attesa che si trovasse per loro una sistemazione provvisoria per trascorrere la notte.

Non appena la notizia della disgrazia ha raggiunto il Friuli, o meglio il Terz'Ordine francescano di Udine, la ministra provinciale dello stesso si è messa in contatto con la Farnesina per definire le modalità di tutti gli adempimenti del caso.

E' stato quindi attivato il Consolato italiano a Vienna, che ha provveduto a individuare alcune sedi per l'ospitalità della comitiva.

Poco meno di 50, si diceva, i trasportati sul pullman: provenivano dal Goriziano, da Udine e dintorni e dal Cividalese, area cui sono riconducibili 16 unità. Fra di esse anche la ministra dell'Ordine francescano secolare della città ducale, Letizia Tosolini, che come gli altri viaggiatori provenienti da Cividale e dall'immediato circondario non ha subito danni.

Il tour del gruppo di fedeli, purtroppo interrottosi bruscamente a poche ore dalla partenza, avrebbe dovuto protrarsi per una settimana: un itinerario della fede e della memoria, che avrebbe portato i partecipanti fino a Cracovia e che sarebbe poi proseguito con la visita ad altre località, a cominciare dal campo di sterminio di Auschwitz; nella fase del rientro, poi, gli esponenti del Terz'Ordine francescano secolare si sarebbero fermati per due giorni a Praga.

Il viaggio era stato organizzato da padre Paolo Cocco, cappuccino che opera al santuario della Beata Vergine di Castelmonte: a lui sarebbe spettato il ruolo di guida, nella visita alle città inserite nel percorso. Forte dunque, fra la comunità religiosa di Madone di Mont, l'apprensione per l'accaduto: «Abbiamo solo notizie frammentarie, ma siamo certi, per fortuna, che nessuno corre pericolo di vita», raccontava padre Elvio, che è anche parroco di Prepotto e che segue l'Ordine francescano di Cividale. «P

adre Cocco ci ha rassicurati, quasi tutti i pellegrini stanno bene», ha fatto eco padre Rino, sempre dal santuario. «Ci ha spiegato - ha concluso - che si stanno preparando a rientrare in Italia. Solo due o tre persone saranno costrette a rimanere in Austria, ricoverate in ospedale».

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