Il Friuli vuole gli alpini all’adunatina del 2020

Alberghi pieni a Gorizia e dintorni per il raduno triveneto appena concluso. Obiettivo è riportare la manifestazione a Udine tra quattro anni

UDINE. Oltre tre milioni di euro di ricaduta economica sul territorio. Gorizia, ma anche Friuli. Perchè centinaia di Penne nere hanno scelto di pernottare per qualche giorno in zona, prima di fare rientro a casa. Il Raduno triveneto degli alpini ha portato nel capoluogo isontino oltre 35 mila persone, che hanno scelto di convergere su Gorizia per partecipare all’evento che, dopo l’Adunata nazionale, è il più importante per numeri e partecipazione.

Tanti alpini, approfittando dell’appuntamento goriziano, hanno pernottato nelle strutture ricettive di Cormòns, Gradisca, Palmanova e Udine, concedendosi qualche giorno di relax in concomitanza con la grande sfilata che domenica ha chiuso la manifestazione. A Gorizia ristoranti esauriti giorni prima dell’evento, costretti in alcuni casi a fare i turni per esaudire le richieste. Insomma, le Penne nere sono riuscite a fornire l’auspicato impulso a una pigra domenica d’inizio estate.

Un successo che si misura anche con i “numeri” delle vendite dei gadget del Raduno. Solo per citare i due prodotti più significativi pensati per l’occasione, sono oltre 1.500 le medaglie del Raduno triveneto vendute, e sono andate a ruba anche le speciali cartoline (otto, con diversi soggetti) con i due annulli postali: esauriti oltre un migliaio di cofanetti, per un totale di 8 mila cartoline vendute.

Numeri che spingono ad auspicare un replay nel medio termine: nel 2017 sarà Vicenza a ospitare il Raduno, mentre veci e bocia del 3° Raggruppamento si ritroveranno l’anno successivo a Vittorio Veneto. Probabile che il 2019 possa essere l’anno del Trentino Alto Adige, mentre il 2020 potrebbe essere l’obiettivo a cui Udine e Pordenone potrebbero puntare.

Gorizia intanto si gode il successo di una giornata (anzi, tre)filata via liscia tra entusiasmo e pochissimi inghippi. Tanto per citare qualche numero, sono stati circa settanta i volontari della Protezione civile regionale impiegati, ed una trentina gli uomini delle squadre di pronto intervento del servizio sanitario.

Ancora, dieci erano gli operatori (medici, infermieri, soccorritori) distribuiti nei 2 Posti medici avanzati, mentre il Posto medico veterinario, con tanto di ambulanza dedicata, poteva contare su cinque uomini: un veterinario e quattro assistenti. Al servizio d’ordine hanno pensato i circa quaranta uomini del Son (Servizio d'ordine nazionale) degli alpini, che hanno collaborato a stretto contatto con il servizio di sicurezza approntato dalla Prefettura, con carabinieri, finanzieri e poliziotti.

A questi numeri ovviamente vanno aggiunti i circa ottanta alpini dell’Ana di Gorizia operativi nell’allestimento e nella gestione delle diverse iniziative previste per il Raduno triveneto, durante e anche prima dei tre giorni del weekend appena trascorso

«Siamo estremamente soddisfatti di come sono andate le cose – spiega Alberto Tofful dell’Ana di Gorizia, responsabile della Sicurezza del comitato organizzatore –. Non ci sono stati incidenti o disordini, e anche dal punto di vista sanitario non ci sono state emergenze, al di fuori di qualche piccolo intervento fisiologico in una manifestazione simile».

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