Violentata nel sottopasso: denunciato un profugo

Udine, aggressione nella notte in stazione: giovane ferma una udinese e la tocca. La polizia individua un 25enne pakistano ora accusato di violenza sessuale

UDINE. Molestata e palpeggiata nelle parti intime da uno straniero dopo essere scesa dal treno e aver imboccato il sottopassaggio che conduce verso via della Cernaia: è ciò che è accaduto a una donna udinese di 36 anni lo scorso 14 giugno.

In relazione a questo episodio la polizia ha denunciato per l’ipotesi di violenza sessuale un venticinquenne pakistano. Si tratta di un giovane che è giunto in Friuli – a Tarvisio – lo scorso 21 dicembre, che ha chiesto allo Stato italiano il riconoscimento della protezione internazionale e che è stato successivamente collocato in un appartamento udinese.

La vittima lo ha riconosciuto nelle immagini che le sono state mostrate dagli investigatori della Squadra mobile che hanno condotto gli accertamenti insieme ai colleghi della polizia ferroviaria.

Ecco cosa è successo secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti. Pochi minuti prima della mezzanotte lungo i binari udinesi si è fermato il convoglio delle 23.53. I passeggeri che sono scesi si sono incamminati direzioni diverse sotto “gli occhi” delle numerose telecamere che sorvegliano l’area della stazione.

La donna, stanca dopo un lungo viaggio, ha imboccato il sottopasso che sbuca all’incrocio tra le vie San Martino e Cernaia perché è proprio lì che aveva lasciato l’auto. A quel punto, però, è iniziato il suo percorso “al buio” perché in quel tratto non ci sarebbero telecamere di sicurezza.

Scese le scale, la trentaseienne ha avvertito una presenza alle sue spalle perché la persona dietro a lei stava ascoltando musica con il telefonino, ma non con le cuffie o gli auricolari, bensì con l’altoparlante. Ad un certo punto sono cominciate le domande, in italiano.

«Scusa, tu sai da che parte è via Cividale»? Lei si è girata, ha cominciato a spiegare, ma nell’istante stesso in cui si è sentita chiedere «Tu dove vai»? ha capito che la situazione stava prendendo una brutta piega.

«Mio marito mi aspetta, ho fretta» ha allora tagliato corto, accelerando il passo e cercando di raggiungere l’uscita del sottopassaggio il più preso possibile. Ma lo sconosciuto non ha desistito, anzi.

«Dai, fatti baciare, fatti toccare» ha detto il ragazzo biascicando e continuando a seguirla a distanza ravvicinata.

È sulla scalinata dell’uscita che lui – sempre secondo la ricostruzione della polizia – ha allungato le mani, toccandole il fondoschiena e la zona dell’inguine. A quel punto lei, con un gesto istintivo, si è girata e gli ha rifilato una gomitata.

In quell’istante entrambi hanno notato la presenza, fuori dal sottopasso, di due persone. Lei è così riuscita a sottrarsi e a raggiungere la macchina, parcheggiata a pochi metri. Mentre si allontanava la donna ha visto che il giovane continuava a inveire contro di lei.

Lo straniero era ferito al volto, vicino all’occhio sinistro perché, stando agli accertamenti degli agenti della polizia ferroviaria, poco prima era rimasto coinvolto in una lite.

La trentaseienne si è poi rivolta alla Polfer per la denuncia.

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